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Covered: prime stime sugli effetti economici di Katrina

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Cominciano ad affluire le prime stime sugli effetti dell’uragano Katrina sull’economia statunitense. Se il Beige book, stilato su dati precedenti all’evento, ha consegnato un quadro non totalmente rappresentativo della reale situazione, le indicazioni direzionali della Fed, tanto attese dai mercati, sono arrivate per bocca di Moscow il quale ha messo in luce la crescente pressione inflazionistica e ha allontanato le possibilità di una pausa nel rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Meno pericoloso sembra essere considerato il rallentamento economico conseguente all’uragano , stimato per la prima volta dal Congressional budget office in uno 0,4% del pil nel trimestre luglio-settembre a causa principalmente della fiammata del prezzo dell’oro nero. La seduta odierna avrà come motivo di attenzione principale l’andmento dei prezzi del petrolio con la diffusione del dato sulle scorte statunitensi mentre nel pomeriggio dagli Usa arriveranno il dato sulle nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, previste in calo di 5.000 unità a 315.000 e le scorte all’ingrosso e il credito al consumo in luglio, rispettivamente attesi stabile allo 0,70% e in calo a 10 miliardi di dollari (da 14,5). Per chi prevede ulteriori rialzi del Dow Jones Industrial il mercato mette a disposizione, tra le altre, le call di Goldman Sachs con strike 10.500 o 11.000 punti in scadenza a dicembre o il minilong di Société Générale con strike 9.500 con la stessa scadenza. Sulle previsioni di ribasso si può operare tramite le put di SocGen o Goldman Sachs con strike rispettivamente a 10.000 o 9.500 punti e scadenza a dicembre o con i minishort Abn Amro con strike 12.000 e scadenza a gennaio 2006.