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Covered: Noyer (Banca di Francia) fa tremare l’euro

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Le parole pronunciate a suo tempo da un ministro leghista sono tornate ieri di moda grazie al governatore della Banca di Francia Noyer il quale ha affermato che l’uscita di un singolo Paese dall’euro è “tecnicamente possibile”. Le conseguenze sulla valuta sono state immediate anche se non c’è niente di nuovo nelle parole di Noyer, pronunciate a fine giugno e rese note solo ieri. Che si possa uscire dall’euro “tecnicamente”, nessuno lo ha mai negato, sono le conseguenze sullo stesso Paese che prende tale decisione che dovrebbero distoglierlo dall’intento. Per l’Italia i rischi sarebbero anche maggiori visto l’elevato fardello di debito (che rimarrebbe denominato in euro). Neanche le parole di Trichet al Parlamento europeo, in cui si è negata chiaramente l’ipotesi di un taglio dei tassi di interesse in Eurolandia, sono state sufficienti a restituire all’euro la soglia di 1,19. Oggi i dati macro cui prestare attenzione saranno il commercio al dettaglio nella zona Euro a maggio con un consensus positivo a +0,4% m/m e +0,6% a/a. A breve verranno comunicati gli indici Pmi servizi di Italia, Germania e Ue con stime rispettivamente a 47,9, 52,7 e 53,5. Infine, nel pomeriggio, Wall Street scenderà in campo con gli ordini industriali a maggio (consensus +3% da 0,9% del mese precedente). Per chi aspetta una reazione dell’euro il mercato mette a disposizione le call di Goldman Sachs con strike 1,15 o 1,2 in scadenza a dicembre oppure la call 1,24 di Goldman Sachs in scadenza a settembre. I ribassisti hanno a disposizione la put di Bnl con strike 1,25 e scadenza a settembre, la put 1,2 di SocGen in scadenza a settembre oppure infine le put di Goldman Sachs o SocGen rispettivamente con strike 1,18 e scadenza ad agosto o 1,15 e scadenza a settembre.