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Covered, dollaro timido in attesa della Fed

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Mentre nel Vecchio continente vanno incrementandosi i segnali positivi di un risveglio economico, seppur lento, l’Italia non sembra riuscire a tenere il passo e rischia di perdere il treno di questa crescita. E’ in sostanza la preoccupazione espressa da Standard & Poor’s nella decisione di mettere sotto outlook negativo il nostro Paese. L’ulteriore conferma delle difficoltà in cui si dibatte il nostro Paese è arrivata dal dato sulla produzione industriale nel mese di giugno che ha registrato una contrazione congiunturale dello 0,7% e tendenziale del 3% contro attese fissate rispettivamente a -0,1% e -1,4%. A questo si aggiunge un petrolio a nuovi record storici che preoccupa anche la Fed che oggi riunirà il Fomc per rialzare i tassi americani di 0,25 punti percentuali al 3,5%. Le pressioni inflazionistiche potrebbero salire a livello di guardia e l’economia, che cresce a passo spedito, potrebbe surriscaldarsi e oggi una conferma potrebbe arrivare dal costo unitario del lavoro nel secondo trimestre dell’anno, previsto a +3% dal precedente +3,3%. Sempre alla stessa ora verrà diffuso anche il dato sulla produttività non agricola statunitense nel secondo trimestre prevista in crescita del 2% a/a dal precedente 2,9%. L’euro si è rafforzato ieri contro il dollaro in attesa della riunione della Fed. Chi pensa a una prosecuzione di tale movimento può rivolgersi, tra le altre, alle call di Unicredito con strike 1,3 o 1,35 in scadenza a settembre o alle call 1,2 e 1,24 di Goldman Sachs con la stessa scadenza. Sul ribasso sono disponibili le put 1,35 e 1,3 sempre di Unicredito e con scadenza a settembre o le put di Société Générale con strike 1,25 e 1,2 con la medesima scadenza.