Covered, deficit commerciale Usa unico neo in un’economia solida

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L’entusiasmo con cui è stato accolto il dato sul Pil lordo italiano nel secondo trimestre dell’anno ha avuto toni in qualche caso fin troppo trionfalistici. La crescita dello 0,7% congiunturale è sicuramente una bella sorpresa tuttavia a livello tendenziale il nostro Paese è ancora fermo (+0,1% di Pil) e le condizioni che si presentano all’orizzonte non favoriscono l’ottimismo. Il petrolio ha superato i 66 dollari al barile a New York e il Brent, a Londra, segue a breve distanza. Il costo che l’economia si potrebbe trovare a pagare nei mesi autunnali può essere elevato. Non è un caso che tra gli elementi che potrebbero aver favorito la bella prestazione del Pil nel secondo trimestre ci sia stato un petrolio in calo da 57 dollari a 47 dollari al barile circa, con un euro in indebolimento contro il dollaro da 1,31 a 1,20 che ha ridato un po’ di fiato alle esportazioni. Ora, le mutate condizioni, con un petrolio su nuovi record storici e proiettato sui 70 dollari al barile e con l’euro che si è riportato a 1,34 contro il dollaro potrebbe essere meno facile mantenere anche nei prossimi trimestri quando di buono realizzato nel secondo. Il dato più atteso della giornata odierna arriverà prima dell’apertura di Wall Street e sarà la bilancia commerciale relativa al mese di giugno. Gli analisti attendono un peggioramento del passivo a 57,3 miliardi di dollari dai 55,4 del mese precedente mentre dalla Francia il Pil trimestrale è cresciuto dello 0,1% (+1,2% a/a) meno delle attese attestate a +0,2% congiunturale. Sul rafforzamento dell’euro si può investire grazie alla call 1,2 di Société Générale con scadenza a settembre, alle call di Goldman Sachs con strike 1,24 o 1,25 in scadenza a settembre oppure alle call Unicredito con strike 1,25 o 1,3 in scadenza a dicembre. Sulla forza del dollaro sono disponibili, tra le altre, la put di SocGen con strike 1,3 in scadenza a settembre, le put 1,25 di Unicredito in scadenza a settembre e dicembre oppure infine la put di Goldman Sachs con strike 1,2 e scadenza a dicembre.