Covered: la BoJ dice addio allo stimolo quantitativo

Inviato da Redazione il Gio, 09/03/2006 - 10:05
Barile di petrolio in calo, a New York il Wti è sceso a toccare i 60 dollari, Wall Street è riuscita a recuperare la linea di parità sul finale di seduta. Merito dell'incremento delle scorte di petrolio settimanali e della decisione Opec di mantenere la produzione giornaliera invariata mentre i toni tra Usa e Iran si fanno duri sulla questione nucleare mentre il Consiglio di sicurezza dell'Onu sta esaminando la situazione con l'intenzione di mettere a punto un piano per far accantonare all'Iran le sue ambizioni nucleari che, secondo Washington, gli permetterebbero già ora di costruire 10 ordigni. Fuori dal campo delle tensioni geopolitiche da segnalare l'importante passo della Bank of Japan che ha annunciato la fine dello stimolo quantitativo senza ritoccare i tassi di interesse al rialzo. Il procedimento verso condizioni monerarie meno espansive sarà "graduale e sulla base degli sviluppi dell'attività economica e dei prezzi". Nella seduta odierna sarà la Bank of England a decidere sui tassi di interesse: attesa una conferma al 4,5% mentre, sempre in Uk la produzione manifatturiera a gennaio dovrebbe essere in leggera frenata, 0,2% m/m da 0,3% precedente. La produzione industriale tedesca a gennaio dovrebbe essere invece cresciuta dell'1,1% da -0,5%. Sempre nel Vecchio continente la Bce pubblicherà il Bollettino mensile. Dagli Usa prima dell'apertura di Wall Street arriveranno le richieste di sussidio di disoccupazione settimanali, previste in diminuzione a 285.000 unità da 294.000 e il deficit di bilancia commericale che a gennaio dovrebbe essere cresciuto a 66,5 miliardi di dollari da 65,7. Al rialzo sull'indice Nikkei sono disponibili, tra le altre, le call di Société Générale o Goldman Sachs con strike rispettivamente 15.500 o 16.000 punti e scadenza a giugno, la call di Unicredito con strike 16.500 in scadenza sempre a giugno o la call 17.000 di Deutsche Bank con scadenza settembre. Sul ribasso ci si può rivolgere alle put 17.000 o 16.500 di Deutsche Bank in scadenza a settembre, alle put 16.000 o 15.500 rispettivamente di Unicredito o SocGen con scadenza giugno.
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