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Covered: Bernanke al primo appuntamento come presidente Fed

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Non è giornata, anzi, non è ottava per l’euro sceso ieri sotto quota 1,19 dollari dopo il buon dato sulle vendite al dettaglio statunitensi nel mese di gennaio mentre in Europa ha deluso il sondaggio Zew tedesco di febbraio. Al centro dell’attenzione nella seduta odierna sarà la prima uscita ufficiale in qualità di presidente della Federal Reserve da parte di Ben Bernanke, davanti alla Commissione servizi finanziari della Camera per il Monetary policy report. Il mercato sarà sintonizzato su ciò che dirà Bernanke per cercare di carpire qualche indizio sulla direzione dell’Istituto centrale americano nei prossimi mesi. Compito di Bernanke sarà invece fare l’equilibrista, ossia evitare di dare indicazioni che il mercato potrebbe interpretare in maniera sbagliata e affrettata. Un’apparizione dunque all’insegna della continuità con il suo predecessore anche perchè il report è riferito a un periodo in cui Bernanke non era ancora entrato in carica. Si attende comunque una revisione al rialzo delle proiezioni macro per la crescita 2006 e verso il basso per il tasso di disoccupazione rispetto al Mpr del mese di luglio. Gli altri dati macro attesi dagli Usa saranno l’indice Empire manufacturing di New York, stimato in calo a 18 punti in febbraio da 20,1, gli acquisti netti di attività finanziarie dall’estero nel mese di dicembre, 82,3 miliardi il consensus da 89,1 del mese precedente, la produzione industriale e l’impiego della capacità produttiva a gennaio. Le attese del mercato sono per una frenata a +0,3% nel primo caso (da +0,6%) e per una sostanziale conferma del dato di dicembre nel secondo caso, a 80,8 da 80,7. Chi prevede una reazione dell’euro slla valuta statunitense può rivolgersi, tra le altre, alle call di Société Générale con strike 1,15 o 1,25 in scadenza a marzo o giugno o alle call di Goldman Sachs con strike 1,225 e scadenza a marzo o maggio. Sul ribasso dell’euro sono disponibili invece le put 1,25 di Unicredito con scadenza a marzo o giugno oppure alle put 1,20 o 1,175 di Goldman Sachs con scadenze a marzo o maggio.