Covered: la Bce decide sui tassi di interesse di Eurolandia

Inviato da Redazione il Gio, 04/05/2006 - 09:42
Mentre Wall Street riprende coscienza, con una seduta di tono negativo, della situazione reale dell'economia e della possibilità ancora remota che il rialzo dei tassi di interesse possa fermarsi definitivamente, oggi toccherà alla Banca centrale europea decidere sulla questione tassi e lasciarli, con tutta probabilità, fermi al 2,5%. Prossimo rialzo previsto, giugno, secondo la politica del ritocco periodico trimestrale che sembra per il momento guidare le mosse di Trichet. Attenzione sempre elevata però ai dati macro, la vera guida in questo momento per entrambi gli istituti centrali. Dati che ieri hanno confermato ancora una volta la forza della crescita statunitense. Nella seduta odierna dal Vecchio continente, oltre alla decisione della Bce con seguente conferenza stampa di Trichet, anche la Bank of England deciderà di mantenere i tassi di interesse stabili al 4,5% mentre il Pmi servizi è previsto attestarsi a quota 58,7 da 58,2 di marzo e le vendite al dettaglio Eurozona a marzo dovrebbero aver fatto registrare una crescita dello 0,1% dopo il -0,2% del mese precedente. Dagli Stati Uniti d'America, prima dell'apertura di Wall Street, verranno diffusi la produttività non agricola e il costo per unità di lavoro del primo trimestre dell'anno. Nel primo caso il consensus si attesta a +3% da -0,5% precedente mentre nel secondo caso è previsto un incremento dell'1% dopo il +3,3% dello stesso trimestre dello scorso anno. Le richieste di sussidi di disoccupazione al 29 aprile dovrebbero essere in calo a 310.000 unità da 315.000 precedenti. I rialzisti sull'euro/dollaro possono puntare, tra le altre, sulle call di Goldman Sachs o Bnl con strike 1,25 e scadenza rispettivamente a giugno o settembre o alle call 1,3 di Société Générale con strike 1,3 in scadenza a giugno o settembre. Il ribasso della valuta europea può essere seguito con le put 1,25 di SocGen o Unicredito in scadenza rispettivamente a settembre o dicembre oppure con le put di SocGen e Goldman Sachs aventi strike 1,2 e scadenza rispettivamente a settembre o dicembre.
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