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Cottarelli su debito pubblico: Colpa dell’austerity? Tutto sbagliato, e sono stufo di chi specula contro Italia

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Così Carlo Cottarelli, direttore esecutivo per l’Italia nell’FMI, ex commissario della spending review nel governo Letta poi uscito di scena durante il governo Renzi, ha commentato la situazione in cui versa l’Italia presentando ieri il suo libro “Il Macigno. Perché il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene” (Ed. Feltrinelli).

Cottarelli ha parlato in occasione di un dibattito trasmesso da Radio Radicale al titolo “Il macigno del debito e l’illusione del deficit. Non sarà più la spesa pubblica a salvarci”, registrato a Roma mercoledì 10 maggio 2017 e organizzato da Forza Europa.

“”Ho scritto questo libro perchè non si parlava molto di quello che è un problema fondamentale dell’economia italiana, quello della dimensione del debito pubblico, oppure se se ne parlava, si affermava che comunque era tutta colpa dell’austerità, anzi addirittura si è sostenuto che l’austerità sia stata l’elemento che ha fatto aumentare il debito pubblico e che l’austerità significhi minore crescita, minori entrate per lo stato e dunque più debito pubblico. Secondo me questo è tutto sbagliato”.

Cottarelli, nell’illustrare le ragioni che lo hanno portato a scrivere il libro, ha continuato:

“Un secondo motivo è che fino a quando noi continuiamo a prendere a prestito, rimaniamo schiavi dei mercati finanziari. Io sono stufo, vivendo all’estero, di sentir parlare male dell’Italia, sono stufo di pensare che se qualcuno si sveglia a Francoforte o a Londra possa speculare contro i titoli di stato italiani, e lo possa fare non perchè è cattivo ma perchè con questa dimensione del debito noi diamo la possibilità agli speculatori di speculare contro di noi, come è successo nel 2011 e nel 2012. Io ho scritto questo libro anche per dire che il problema si può risolvere senza fare cose rivoluzionarie, ma semplicemente facendo quello che dobbiamo fare”.