1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Cottarelli attacca i partiti: programmi confusi e basati su crescita miracolosa, per M5S servirebbe Pil cinese

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

A meno di due settimane dal voto gli italiani cercano di decifrare quanto di realizzabile c’è negli ambiziosi programmi elettorali delle maggiori forze politiche. Dall’abolizione della Legge Fornero alla flat tax, tutte proposte che da sole valgono miliardi e miliardi risultano difficilmente conciliabili con la necessità di rientro del debito pubblico. Ma spulciando tutti i programmi elettorali il minimo comun denominatore è una progressiva riduzione del debito pubblico.

Per far quadrare i conti i partiti hanno decisamente azzardato sul fronte stime di crescita economica. Il PIL italiano, in poche parole dovrebbe inanellare anni di crescita miracolosa che non bacia il Belpaese ormai da decennio.

Secondo l’analisi di finanza pubblica condotta dall’Osservatorio sui conti pubblici della Cattolica guidato da Carlo Cottarelli, emerge che tutti i partiti prevedono una consistente riduzione del debito pubblico nei prossimi anni facendo leva proprio su un super-PIL. Nel dettaglio Forza Italia punta a un debito in calo di ben 20 punti al 112,8% del Pil nel 2022, -11 punti sono previsti dalla Lega mentre il PD appare più cauto con 118,2% di rapporto debito-Pil a fine legislatura con traguardo del 100% del PIL posto nel 2029. Numeri roboanti sul debito da parte del Movimento 5 stelle (M5S) che stima addirittura un calo di 40 punti del debito nel prossimi 10 anni.

Tali programmi poggiano tutti su stime di forte crescita economica. Forza Italia, come riporta oggi La Stampa, ipotizza un Pil nominale che nel 2018 sale del 2,5% e a fine legislatura (2022) tocca il +4 se non addirittura il +5% mentre la Lega arriva a +4,7. A sinistra invece Liberi e Uguali (+4,3) sorpassa il Pd e il suo “cauto” +3,5%.

Cottarelli, che in passato è stato commissario alla spending review, spiega come le proposte elettorali siano decisamente proibitive per i conti pubblici. Ad esempio la flat tax, reddito di dignità, bollo auto, etc – su cui poggia il programma di Forza Italia – costano 136,2 miliardi di euro mentre le risorse individuate sono solo 82,4 mld. Ammanco di 54 mld che avrebbe l’effetto di far lievitare e non scendere il debito, senza considerare le assunzioni decisamente ambiziose sul fronte crescita economica (Pil nominale in crescita tra il 3 e il 4%) e privatizzazioni (10 mld).

Il programma del M5S da un lato si impegna ad abbattere del 40% il debito pubblico e dall’altro parla di maggiori investimenti in deficit. Dalle colonne de La Stampa, Cottarelli mette in evidenza tale incongruenza se si considerano le promesse elettorali per 60-70 miliardi dei pentastellati che con ogni probabilità comporteranno un aumento del deficit. Per arrivare a un calo del debito del 40% sarebbe necessario un pil reale in crescita a ritmi cinesi del 5-6% annuo.