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Costi dell’auto, Unrae lancia la sua proposta: renderli detraibili come quelli per le ristrutturazioni

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Detrarre i costi dell’auto. Mentre la crisi economica continua a mordere,  l’Unrae, l’associazione delle case automobilistiche estere, ha deciso di passare dalle parole ai fatti, lanciando una nuova proposta da inserire nell’agenda del Governo per rilanciare i consumi degli italiani. 
 
Il punto di partenza è il diritto alla mobilità delle famiglie italiane con un motto: “Le famiglie vorrebbero cambiare l’auto, le famiglie dovrebbero cambiare l’auto, ma non possono cambiare l’auto“. La presentazione di una ricerca “Gli italiani e l’auto: un rapporto da rilanciare su nuove basi”, condotta dal Censis con il contributo dell’associazione, è stata l’occasione per Massimo Nordio, numero uno dell’Unrae, per puntare l’attenzione sulla mobilità privata. “Il Governo – ha affermato Nordio – continua, infatti, a sostenere settori specifici, tanto è vero che la lista delle spese detraibili è molto lunga. Tra quelle più importanti emerge il sostegno per le ristrutturazioni edilizie, pertanto: se la casa è un bene primario e la mobilità privata lo è altrettanto, per quale motivo questa non dovrebbe essere presa in considerazione?”. 
 
Il tema, secondo il presidente dell’associazione dei costruttori esteri, non è quindi trovare le risorse per fare, ma decidere politicamente di ridistribuire le stesse, stabilendo una volta per tutte che l’auto – come è da sempre considerata – è ancora un settore cardine per il nostro Paese, che produce occupazione e ricchezza, e prevedendo misure che invertano il trend: 3,9 punti di contributo al Pil persi in 5 anni.
 
Fatte queste premesse ecco la proposta. Il piano prevede la detraibilità del 10% del costo dell’auto fino ad un massimo di 2.000 euro in quattro anni a fronte dell’acquisto di una vettura nuova con emissioni fino a 120 grammi di Co2 e la contestuale rottamazione di una vettura euro 0, 1, 2. “Riteniamo che una simile manovra possa determinare un’aggiunta di 100.000 unità per il primo anno e poi via via a scalare fino a 55.000 unità nel medio termine”, afferma Nordio. 
 
Inoltre, per le casse dello Stato a fronte di un impegno iniziale di 64 milioni di euro, equivalenti al 5 per mille investito dallo stesso per le ristrutturazioni delle abitazioni nel 2013, si recupera man mano un maggior gettito Iva capace di generare un flusso positivo di 22 milioni di euro in 4 anni”.