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Cosimo Natoli spiega le regole del trading di successo

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Il trading di successo: conoscenza del mercato, preparazione tecnica e fiducia… solo in sé stessi



Cosimo Natoli vanta un’esperienza ultraventennale nel mondo finanziario: analista tecnico da 20 anni e esperto di analisi di scenari di mercato, trading e di asset allocation; da 5 anni si occupa in modo approfondito di materie prime, in particolare di metalli non ferrosi. Ha pubblicato con Trading Library il libro “Terrorismo, guerra e mercati finanziari”, e tiene corsi di formazione presso importanti istituzioni. E’ il fondatore di Win Consulting

Domanda: Mercati volatili e tendenzialmente al ribasso, recessione possibile in Occidente. Problemi o opportunità per i trader?
Risposta: Ovviamente per chi opera prevalentemente sui derivati (future e opzioni) la volatilità elevata costituisce un elemento fondamentale per operare; l’efficienza della operatività dipende poi da quanto i trader sono preparati. Ormai sui mercati si opera indistintamente sia short sia long; operare in mercati ribassisti richiede maggiore attenzione e professionalità; per questo si possono fare performance più elevate. In genere con le borse che scendono i trader diminuiscono perché quelli meno esperti restano fuori del mercato.

D.: Di sicuro non esiste una ricetta sicura per guadagnare; forse esiste una ricetta affidabile per limitare le perdite? Lei ha qualche idea?
R.: Sul tema di limitare le perdite non posso che ripetere un tema caro a chi come me fa formazione oltre che trading: conoscenza del mercato su cui si opera e preparazione adeguata. Purtroppo continuo a conoscere gente che inizia a fare trading senza conoscenze adeguate; gente destinata a perdere.

D.: Crisi dei mercati, “bolle” pronte a scoppiare, riduzione del valore del risparmio. Questo pone un problema non piccolo per l’Europa e in particolare l’Italia, minacciata anche da una elevata inflazione.
R.: Il tema del risparmio chi fa trading non lo affronta quasi mai. Il risparmio è il tema preferito dai promotori finanziari e da chi si occupa di economia. Il trader non investe per risparmiare nel tempo, ma per guadagnare day by day . In generale penso che il risparmiatore sia poco tutelato; ma – attenzione – si commette un grossissimo errore se si aspetta tutela dalle banche, dai p.f. o dal governo. La tutela bisogna procurarsela da soli. I soldi sono nostri e perciò dobbiamo mettere nella gestione del risparmio la stessa cura che mettiamo nel lavoro che ci da la possibilità di mettere da parte i soldi da investire.
NON AFFIDARSI ciecamente ai professionisti-venditori di qualsivoglia prodotto finanziario; bisogna diffidare di tutti perché ognuno pensa soprattutto a guadagnare e se frega del resto.
Le “bolle” dei mercati esistono da quando esiste il mondo; sono nate prima del denaro e ancor prima dei mercati ufficiali. (Sulle bolle c’è un libro bellissimo che consiglio sempre.) I governi, in ogni epoca, si sono dimostrati incapaci di evitare le bolle speculative e ancora di più si sono dimostrati incapaci di gestirle quando scoppiate. Per il risparmiatore poco attento lo scoppio di una bolla speculativa è l’inizio della fine dei suoi risparmi. Verso le bolle la protezione primaria consiste in una maggiore informazione e conoscenza del mercato su cui si mettono i risparmi. Senza conoscenza è meglio comprare BOT, non rendono niente ma almeno non comportano brutte sorprese come l’azzeramento del capitale investito.

D.: La crisi dei fondi comuni è un fatto transitorio e legato al ciclo dei prodotti o ha radici più profonde?
R.: L’industria dei fondi comuni d’investimento così come è stata finora, secondo me, è entrata in una crisi strutturale irreversibile. I risparmiatori sono stati fregati per troppo tempo e adesso stanno scappando. Tra le cause vedo gli altissimi costi di gestione e i bassi (e talvolta nulli) rendimenti. Purtroppo dietro la riduzione delle sottoscrizioni dei fondi ci sono ancora le banche che stanno dirottando il risparmio su strumenti finanziari creati sempre da loro dove la trasparenza è piuttosto bassa.  

D.: Il grande sviluppo di prodotti come gli ETF, i Certificates , le opzioni e i CFD dimostrano grande interesse per i mercati, voglia di novità e ricerca di maggiori rendimenti. I nostri risparmiatori sono preparati a tutto questo?
R.: Le novità, sono tali solo in apparenza. I traders sono sicuramente più preparati dei risparmiatori perciò si trovano con qualche strumento in più per operare. Per i risparmiatori possono costituire delle buone opportunità a patto che aumentino sensibilmente la conoscenza di questi prodotti.

D.: Negli ultimi dodici mesi si sono affermati nuovi soggetti: i fondi pensione e i consulenti indipendenti. Possiamo già fare un primo bilancio?
R.: Non sono in grado di valutare i fondi pensione. Per quanto riguarda i consulenti indipendenti (categoria a cui appartengo da sempre) sicuramente possono far crescere la trasparenza e l’informazione: i due pilastri su cui costruire il risparmio.

D.: Crisi dei subprime e crisi di grandi colossi bancari internazionali. Una correlazione che desta inquietudine, perchè chi ha creato questo sistema finanziario pare in realtà non pare avere la capacità di governarlo…
R.: Come ho detto prima le bolle sono sempre esistite. Quella dei subprime è il capolavoro dei liberisti; quelli che vogliono i Governi fuori dal controllo dell’economia e della finanza; quelli che pensano che il mercato trovi sempre il giusto equilibrio; quelli che con le cartolarizzazione dei debiti hanno spalmato sul mondo del risparmio tutte le schifezze possibili. La crisi dei subprime ha messo in evidenza diverse cose su cui riflettere:
i governi degli Stati pensano più alla finanza che all’economia;
La FED americana è sempre più preda di Wall Street ;
La globalizzazione non crea opportunità, ma solo anarchia;
La deresponsabilizzazione dei Governi nei confronti dei mercati finanziari è la prima minaccia del mondo del risparmio. Le perdite di Wall Street preoccupano BUSH e BernanKe più della chiusura della General Motors o della Ford. E’ allucinante.

D.: Concentrazioni bancarie e concentrazione delle borse. Normalmente questo si traduce in un danno per i risparmiatori, però nessuno pare preoccuparsene, anzi, tutti sottolineano i risparmi per le economie di scala, che però rimangono nei bilanci…
R.: Stiamo tutti vivendo come gli “struzzi”, con la testa nel terreno pensando che questo ci salverà. Purtroppo non è così. Non ho ricette; ma sono seriamente preoccupato circa il ruolo dominante di una certa finanza senza regole.

D.: L’informazione finanziaria aiuta i risparmiatori a capire di più il mercato  o più o meno volontariamente è al servizio di produttori e distributori?
R.: L’informazione “corretta” e “indipendente” è necessaria come l’aria che respiriamo. Dobbiamo tutti sforzarci a perseguire il business con più attenzione all’etica. Io sono fermamente convinto che si possono fare affari senza essere disonesti. L’industria del trading e quella del risparmio, sono fondamentali in ogni paese. Per gli operatori come noi che ci lavorano è fondamentale compiere ogni sforzo per renderla il più trasparente ed efficiente possibile. Una manifestazione come quella dell’ITF di Rimini non dev’essere solo una fiera dove si vedono le novità dei prodotti, ma dev’essere un’occasione anche per affrontare certi temi con tavole rotonde aperte a tutti (esperti, trader, risparmiatori). C’è bisogno di confrontarsi e di mette