Cosa accadrà ora sui mercati azionari emergenti? Ecco perché un capovolgimento delle sorti diventa un'opportunità

Inviato da Riccardo Designori il Mer, 07/05/2014 - 12:36

Di seguito pubblichiamo un commento di mercato a cura di Archie
Hart, Gestore di portafoglio di Investec Emerging Markets Equity Strategy.
Secondo l'esperto nonostante il rally messo a segno nel corso del mese di
marzo, primo mese di sovraperformance rispetto ai mercati sviluppati da fine
2012, l'asset class azionaria dei mercati emergenti è ancora poco costosa e
potrebbe rappresentare un valido posto dove investire se i segnali di
miglioramento emersi nel mese di marzo dovessero trovare conferme.


I mercati emergenti sono stati interessati da un'energica
impennata a marzo, il primo mese di sovraperformance significativa rispetto ai
mercati sviluppati dal dicembre 2012, con l'indice MSCI Emerging Markets NDR in
rialzo del 3,1% rispetto all'MSCI ACWI NDR Index salito solo dello 0,4% nel
corso del mese. Ciò è dipeso dal rimbalzo dei mercati a valuta locale e quindi
da una ripresa delle valute relative, finora deboli.


In particolare, i mercati cosiddetti "fragili cinque"
(Brasile, India, Indonesia, Turchia e Sudafrica - Paesi afflitti da deficit
delle partite correnti, con una forte dipendenza dai finanziamenti esteri e per
questo ritenuti più esposti al tapering statunitense) hanno registrato a marzo
un'ottima performance, compresa tra il +5,5% e il +16,8%.


Vale la pena sottolineare che prima del rally di marzo,
quattro di questi cinque Paesi riportavano un andamento negativo sull'anno
mentre ora si attestano tutti in territorio positivo, sovraperformando gli
indici dei mercati emergenti. In termini assoluti, tutte le regioni hanno
registrato rendimenti positivi nel mese. L'America Latina e l'Africa hanno
guidato il rally dei mercati emergenti, rispettivamente in rialzo dell'8,8% e
del 6,3%. Tra i Paesi sudamericani, il Brasile si è distinto per la performance
migliore, schizzando al +11%. All'estremo opposto, fanalini di coda in termini
relativi, l'Asia, con un aumento dell'1,4% (nonostante il -1,7% della Cina, la
performance peggiore dopo la Russia) e l'Europa dell'Est in rialzo dello 0,8%.
La Russia, nonostante il rimbalzo di fine mese, ha chiuso con un -2,5%.


L'inversione dei movimenti intra-market ha rappresentato
l'aspetto più interessante della vigorosa rimonta dei mercati emergenti nel
mese di marzo. Tra i top-performer si segnalano infatti i finora poco appetibili
titoli finanziari turchi (21,7%), i titoli energetici indiani (18,8%) e quelli
brasiliani (17,7%); mentre il settore IT indiano (-7,5%) e quello cinese
(-10,4), gli ex prediletti del mercato, sono rimasti in fondo ai listini. In
altre parole, i poco amati titoli "value" hanno riportato un netto rally,
mentre i cosiddetti "GULP" (growth at unlimited price) sono stati penalizzati
dalla presa di profitto.


Sarà interessante vedere se il trend persisterà e di certo
monitoreremo con attenzione ulteriori sviluppi in tal senso. In genere, per
funzionare, i titoli value hanno bisogno che si verifichi una ripresa dei
mercati e dell'attività economica. Non è da escludere che il rally di marzo
presagisca un'evoluzione di questo tipo. Oppure, al contrario, potrebbe non
essere nulla di tutto ciò. Marzo è stato il mese migliore per i titoli value
nel nostro processo d'investimento (come li definiamo) dal gennaio 2013.


Fondamentalmente, la stagione dei risultati del quarto
trimestre 2013 si è ora per la maggior parte conclusa, con la pubblicazione dei
risultati di oltre l'80% delle società per capitalizzazione di mercato. Il 56%
di esse ha riportato dati superiori o in linea con le previsioni, mentre il 44%
ha disatteso le aspettative. Il contesto resta difficile ma lungi dal
catastrofico.


L'asset class azionaria dei mercati emergenti è, a nostro
avviso, poco costosa. Ciò di cui ha bisogno sono buone notizie. Forse il rally
di marzo dei cinque Paesi "fragili" indica che il mercato sta iniziando a
notare qualche segnale di cambiamento in positivo, quale ad esempio la
correzione dell'attività e la riduzione degli squilibri economici in Indonesia,
il supporto dell'elettorato all'attuale governo turco (che, nonostante le sue
pecche, ha portato 10 anni di crescita economica) e la prospettiva di un
eventuale cambio di governo in India. Se questi sviluppi positivi si
verificheranno, è probabile si manifesti un turbinio di nuove idee per il
portafoglio - cosa davvero interessante per un investitore.


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