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La corsa del dollaro sfida la scarsa liquidità

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Dopo il dato immobiliare di ieri i trader sui Fed Funds prezzano con un 20% di probabilità un rialzo dei tassi d’interesse negli Stati Uniti ad aprile, e al 50% un rialzo in giugno. Sempre dai prezzi espressi dall’obbligazionario si ricava la previsione di tassi più in alto di quanto siano oggi di 50-100 punti base entro novembre. Nessuna sorpresa dunque se è proseguito l’apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro, con il raggiungimento anche di area 1,42. Il cross si è mosso in mattinata nel range compreso tra 1,424 e 1,426, ma rimane posizionato per un test della media mobile a 200 giorni posta in prossimità di 1,419.

Gli analisti di Mps Capital Services ritengono che l’apprezzamento del dollaro abbia avuto origine da un lato dai dati sul mercato immobiliare e dall’altro anche dal proseguimento del rialzo dei listini azionari, che hanno comportato ulteriori flussi di acquisto di dollari. Molto dipenderà dunque dai dati in uscita oggi negli Stati Uniti, i redditi personali alle 8.30, il dato finale sulla fiducia elaborato dall’Università del Michigan (ore 15.55), l’apertura di nuovi cantieri alle 16.00, ma anche dalla capacità di Wall Street di chiudere in bellezza il cosiddetto Santa Claus rally.

Il dollaro si mostra forte anche nei confronti di yen e sterlina. Il cable (il rapporto sterlina/dollaro) si posiziona a 1,5940 dopo essere sceso ieri sotto la sua media a 200 giorni per la prima volta dallo scorso maggio.
Il dollaro/yen si è portato sui massimi da ottobre e a un soffio da quota 92.

Anche sul mercato valutario la liquidità dovrebbe andare assottigliandosi in vista delle festività.