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Corrono le Borse europee, Milano guadagna il 4%. Spread Btp-Bund sotto 370 punti

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I mercati fiutano una soluzione decisa alla crisi dei debiti sovrani che da mesi sta attanagliando l’Europa. In particolare, le Borse del Vecchio Continente apprezzano le ipotesi di un rafforzamento del Fondo salva Stati (EFSF) a 2-3000 miliardi di euro circolate dopo il G20 di Washington del fine settimana. Nemmeno le smentite eccellenti hanno frenato gli acquisti sulle piazze finanziarie. Ieri, infatti, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, ha negato qualsiasi ipotesi di rafforzamento del Fondo. Molto duro anche il commento della Commissione Europea, che ha bollato come “irresponsabili” le voci uscite nel week end.
 
Questa mattina è arrivata anche la smentita di Elena Salgado, ministro delle Finanze di Madrid, secondo cui i principali leader dell’Eurozona non hanno discusso di un incremento della potenza di fuoco dell’EFSF. Le smentite, però, non hanno frenato l’entusiasmo degli investitori: a Francoforte il Dax guadagna il 4,75%, a Parigi il Cac 40 il 4,65%, a Madrid l’Ibex 35 il 3,50%, a Londra il Ftse 100 il 3,20%. Rialzi sostenuti anche a Piazza Affari: l’indice Ftse Mib guadagna il 4,15% a 14.700 punti, mentre il Ftse All Share avanza del 3,95% a quota 15.460.


Sul listino meneghino brillano ancora le banche: Ubi Banca guadagna il 6,70% a 2,80 euro, Intesa SanPaolo il 5,11% a 1,15 euro, Popolare di Milano il 9,64% a 1,569 euro, Unicredit il 5% a 0,76 euro. In luce anche il comparto del risparmio gestito: Mediolanum avanza del 4,75% a 2,73 euro, mentre Azimut segna un progresso del 4% a 5,08 euro. A favorire la corsa dei listini anche l’apertura della Banca Centrale Europea ad un possibile rialzo dei tassi d’interesse.

L’onda lunga degli acquisti si è sentita anche a Wall Street, dove il Dow Jones si è riportato abbondantemente sopra quota 11.000 punti, e a Tokyo, dove il Nikkei (+2,82% a 8.610 punti) si è risollevato dai minimi degli ultimi 30 mesi. L’allentamento delle tensioni si riflette anche sul mercato obbligazionario, dove lo spread Btp-Bund si è allontanato dalla soglia dei 400 punti base. Questa mattina, infatti, il differenziale di rendimento tra il Btp italiano a dieci anni e il Bund tedesco viaggia sotto quota 370 punti base.

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