Convertendo, Fiat chiama le banche per trattare

Inviato da Redazione il Mar, 01/03/2005 - 08:53
Quotazione: FCA CHRYSLER
"Il nostro impegno è quello di tornare un gruppo automotoristico redditizio". Naturalmente Sergio Marchionne, parla da ad del Lingotto ma si vede che da quando ha assunto anche i poteri che fino a pochi giorni fa erano di Herbert Demel ci tiene a rimarcare quella caratteristica storica del gruppo trascurata negli ultimi anni e con tutti gli effetti negativi ai quali deve ora rimediare. Perciò nell'affrontare i giornalisti, come ha fatto ieri dopo il cda insieme al giovane vicepresidente John Elkan, parte dall'Auto, forte anche del successo incassato a spese degli ex alleati di Detroit, ben consapevole dal fatto che il risanamento comporta la soluzione del problema convertendo con le banche e delle nuove alleanze con chi ci vorrà stare. Entrambi non rinviabili nel tempo. "Dopo l'accordo con Gm abbiamo riacquistato la nostra libertà strategica. Per sviluppare l'auto possiamo parlare ora con chi e come vogliamo. Abbiamo una forte gamma di prodotti in arrivo e abbiamo le risorse finanziarie per sostenere il turnaround". Gli è andata bene con gli americani, ora di fronte ha quelle banche che alla Fiat hanno accordato un prestito convertendo di 3 miliardi in scadenza a settembre di quest'anno. Che cosa Marchionne manda a dire a loro? Due cose in particolare: "E' fuori discussione che la restituzione di quei soldi non avverrà nel 2005 ed è altrettanto fuor dubbio che non accettiamo che siano cambiati i contenuti del convertendo e delle sue caratteristiche". Se ciò è vero, Fiat non restituirà il prestito e le banche entreranno massicciamente nel capitale fino a sostituire la famiglia Agnelli nel ruolo di azionista di controllo. Ma è veramente quello che vuole Marchionne? La risposta è no. "Siamo aperti e pronti a discutere tutte le altre possibilità che siano di aiuto alla Fiat", ha detto ieri. Insomma sul convertendo si tratterà.
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