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Contro l’escalation della crisi del debito l’Europa assolda la Cina

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L’Europa si assicura un alleato di peso per contrastare l’avanzata della crisi del debito. E’ la Cina, che si è detta pronta a sostenere le misure che l’Unione europea e il Fondo monetario internazionale hanno elaborato per assicurare la stabilità finanziaria nel Vecchio Continente. Lo ha annuciato questa mattina il vice premier cinese, Wang Qishan, in apertura dei colloqui bilaterali economici. Wang ha precisato che Pechino avrebbe aiutato i Paesi membri della Ue a combattere la crisi del debito sovrano. 

 

A condurre le fila dei colloqui per la Ue sono schierati il commissario europeo alla concorrenza, Joaquin Almunia, il commissario al Commercio Karel de Gucht e il Commissario per i problemi economici e monetari Olli Rehn. “È interesse fondamentale della Cina e dell’Ue rafforzare ulteriormente la loro cooperazione”, ha detto il vice primo ministro, citato dall’agenzia ufficiale cinese. La scorsa settimana, i leader dell’Ue hanno deciso di istituire un meccanismo finanziario sostenibile per l’assistenza dei Paesi europei in crisi, che entrerà in vigore però solo a partire dal 2013. Grecia e Irlanda hanno già beneficiato degli aiuti targati Ue e Fondo monetario internazionale, ma l’escalation della crisi non sembra voler fare sconti.

 

Le prossime pedine a cadere secondo i tiratori scelti della speculazione sono già stati individuati: Portogallo, Spagna, Belgio e Italia nel 2011 potrebbero essere i Paesi più esposti e vedere crescere i tassi di pagamento degli interessi per il loro debito pubblico, continuano a ripetere come una litania gli esperti di mercati. Da qui l’esigenza dell’Europa di trovare non solo munizioni, ma alleati “speciali” per contrastare la crisi. Le prime aperture di Pechine si erano già viste lo scorso mese

 

Durante una visita qualche settimana fa in Portogallo, il presidente cinese Hu Jintao aveva assicurato che la Cina avrebbe aiutato Lisbona, ma in quell’occasione non era stato preso alcun impegno definitivo per l’acquisto di obbligazioni portoghesi. Adesso invece la svolta sembra cosa fatta. Per allettare Pechino Almunia ha detto che i 27 Paesi dell’Unione europea hanno chiesto la parità di accesso al mercato cinese per le loro imprese, nonché alle materie prime. L’Ue è il partner più importante per le esportazioni cinesi, mentre la Cina è il secondo partner commerciale dell’Unione dopo gli Stati Uniti.

 

Pronta la reazione dell’euro. L’appoggio della Cina al piano di stabilità finanziaria della Ue ha stimolato il rialzo della moneta unita che si è portato in apertura a 1,3190 dollari contro 1,3121 della chiusura di ieri e in recupero da 1,3110 del minimo toccato oggi sulle piazze asiatiche. Contro lo yen la divisa comune è salita a 110,36 da 109,84 di ieri. I cambisti hanno preso spunto per aggiustare le proprie posizioni in euro, dopo gli scossoni al ribasso degli ultimi tempi.

 

La moneta unica ha toccato alla vigilia un nuovo record minimo rispetto al franco svizzero fino a 1,2636 franchi per euro nel pomeriggio, ma oggi quota sopra quella soglia, attorno a 1,2684. La divisa svizzera quota 0,9615 contro il dollaro da 0,9636 di ieri. La banca centrale del Giappone (BoJ), nel frattempo, ha annunciato, senza sorprese, che manterrà il suo tasso riferimento nel range da 0,0% al 0,1%, per la lotta contro la deflazione, l’economia debole e di prezzi elevati dello yen.