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Il conto alla rovescia è finito: arrivano gli stress test; per esperti ci vorrà tempo per assorbirli

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Ci siamo quasi. Il conto alla rovescia per gli stress test sulle banche europee sta per scadere. Oggi, venerdì 23 luglio alle ore 18 a mercati chiusi, scatterà l’ora della verità. Verranno diffusi i risultati sulle 91 banche del Vecchio Continente a cura degli stessi istituti di credito, sui propri siti internet. E i dubbi sulla solidità del sistema finanziario del Vecchio Continente (forse) verranno dissipati. Per l’Italia sono interessati Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Banco Popolare e Ubi che, a detta del governatore Mario Draghi e della quasi totalità degli analisti ed esperti, hanno nei loro forzieri risorse adeguate e non avrebbero problemi.


Oltre confine, molti governi di paesi europei in questi giorni e anche nelle ultime ore si sono affrettati a proclamare la solidità del proprio sistema bancario e la validità degli stress test, giudicati soft. Ma i timori sullo sfondo restano. Da più parti, infatti, si sottolinea che, così come sono stati congegnati, gli stress test promuoverebbero la maggior parte dei 91 istituti di credito esaminati. Sono forti le differenze fra le legislazioni nazionali che, a detta dei critici, non permettono una reale uniformità dei risultati.


Mentre i due scenari negativi ipotizzati dai test – rallentamento deciso dell’economia e perdite sui titoli di Stato dei paesi europei più a rischio in portafoglio, sono giudicati troppo poco severi. La quasi totalità delle banche quindi sarebbe stata in grado di mantenere la soglia minima del 6% dell’indice Core Tier 1, con alcune eccezioni. Eppure per gli addetti ai lavori gli stress test non saranno credibili, se non porteranno almeno alla bocciatura di qualche banca.

Ipotesi ritenuta più che concreta in Spagna. Secondo El Pais, che cita fonti finanziarie, sarebbero parecchie le banche iberiche che avrebbero fallito gli stress test. In particolare, “un piccolo gruppo avrebbe bisogno di maggior capitale se le condizioni economiche peggiorassero significativamente e se si verificasse una crisi del debito sovrano in diversi Paesi”. Mentre il quotidiano El Economista segnala che quelle casse di risparmio spagnole che avrebbero superato con successo gli stress test europei, lo avrebbero fatto grazie a un “trucco contabile” e cioé l’inclusione nei mezzi propri dei capitali ricevuti dal Fondo spagnolo di aiuto, circa 10,2 miliardi di euro, alla riorganizzazione del settore bancario (Frob).


Anche dalla Germania cercano di mantenere toni positivi. Karl-Heinz-Boos, presidente della Voeb, la Federazione tedesca delle banche pubbliche, ci ha messo la faccia alla stazione televisiva Ard, dicendo che le sette banche pubbliche regionali tedesche “Landesbanken” dovrebbero aver superato gli stress test europe. Rispetto al coefficiente previsto per legge del 4, ha aggiunto, le Landesbank hanno in media un livello superiore all’8% di capitale proprio rispetto alle attività ponderate per il rischio.


Non resta che aspettare qualche ora. La reazione dei mercati, che avranno tempo tutto il fine settimana per digerire i dati è comunque rimandata a lunedì. Anche se secondo parecchi economisti, il mercato avrà bisogno poi di ulteriore tempo per assorbire le informazioni.