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Continuano le vendite di yen, focus sull’inflazione

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L’accordo preliminare che nelle intenzioni dovrebbe mettere sotto tutela il nucleare iraniano penalizza gli asset rifugio e in particolare lo yen. Già indebolita dall’attesa di nuove misure di stimolo da parte della Banca centrale, la moneta nipponica in avvio di ottava paga pegno alla voglia di asset rischiosi che domina la scena.

In questo contesto il cambio con il biglietto verde si è portato a livelli che non si vedevano da fine maggio a 101,91 yen mentre l’incrocio con la moneta unica si conferma ai massimi da quattro anni sopra quota 137 (137,32). Livello più alto dal quarto trimestre 2008 per il cross con la sterlina che oggi si è spinto a 165 yen e record da 23 anni per quello con il franco svizzero a 112 jpy.

Quest’ultimo dato è particolarmente interessante poiché testimonia come gli operatori alla ricerca di un “safe heaven” preferiscano vendere yen puntare sulla divisa elvetica. Il mercato è convinto che la Bank of Japan, alla luce del rallentamento della crescita economica (dimezzatasi nel Q3 all’1,9%) e in vista del raggiungimento del target di inflazione del 2%, l’anno prossimo potrebbe ulteriormente incrementare la dose di stimoli all’economia.

Il governatore della BoJ Kuroda oggi nel corso di un intervento ha definito “molto ambizioso” il raggiungimento dell’obiettivo di una crescita dei prezzi annua del 2%. Nonostante questo, Kuroda stima che il target sarà raggiunto “verso la fine dell’esercizio fiscale 2014 o all’inizio di quello 2015”. Venerdì l’appuntamento è con l’indice dei prezzi al consumo nipponico che il mese scorso, al netto dei prodotti alimentari freschi, ha evidenziato un incremento dello 0,9% annuo.

Gli ultimi dati diffusi dalla Commodity Futures Trading Commission hanno evidenziato che nella settimana al 19 novembre hedge fund e grandi speculatori detenevano posizioni rialziste sul biglietto verde per 17,1 miliardi di dollari, 2,6 miliardi in più rispetto a sette giorni prima e il livello più alto dal 10 settembre. Nel cambio con lo yen i contratti “short” hanno superato quelli “long” di 112,2 mila unità (da 95,1 mila) mettendo a segno il nuovo massimo da inizio anno.