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Continua la fuga di dirigenti da Tesla. Anderson (SMT): a Musk serve aiuto psicologico e pratico

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JP Morgan taglia target price sul titolo Tesla

Prosegue l’emorragia di dirigenti da Tesla. Dopo le due partenze ufficializzate nei giorni scorsi e che hanno contribuito a destabilizzare il titolo, arriva anche quella di Justin McAnear, Vice president of worldwide finance di Tesla. “Diverse settimane fa, ho annunciato alla mia squadra che avrei lasciato Tesla perché ho avuto la possibilità di assumere un ruolo CFO in un’altra azienda”, ha detto McAnear.

La partenza che ha preoccupato maggiormente il mercato è stata quella a inizio mese del responsabile della contabilità di Tesla, Dave Morton, dopo solo alcune settimane di lavoro nella società.

 

In pochi mesi fuga di oltre 40 dirigenti

Jim Chanos, fondatore di uno dei più grandi hedge fund short selling al mondo, ha elencato 41 dirigenti che hanno lasciato Tesla nel 2018, tra cui il capo delle risorse umane Gaby Toledano e il vicepresidente delle comunicazioni Sarah O’Brien. Il numero sale a 58 se si considerano gli ultimi 12 mesi.

Fermento dentro Tesla, che unito alle discusse esternazioni di Elon Musk, sta dando al mercato la forte impressione che ci sia crescente instabilità all’interno di Tesla.

Ieri il titolo Tesla è comunque riuscito a chiudere in rialzo di quasi il 4% con il saldo 2018 che risulta ancora negativo di oltre il 6%.

 

Mercato preme per l’arrivo di un braccio destro a fianco di Musk

Intanto James Anderson, gestore di Baillie Gifford e co-manager di Scottish Mortgage Trust, uno dei maggiori investitori istituzionali di Tesla, ha ammesso di aver parlato con la SEC in merito al piano, ormai accantonato, di Elon Musk di procedere al delisting del produttore di auto elettriche e che l’amministratore delegato ha bisogno di aiuto per gestire l’azienda. “Ha bisogno di aiuto, e intendo quello psicologicamente tanto quanto praticamente”, ha ammesso James Anderson interpellato da Reuters.

Anderson ha detto inoltre di aver parlato con Musk dell’idea di coinvolgere un altro dirigente e l’attuale ceo e presidente di Tesla starebbe “arrivando” all’idea di accettare più aiuto nella gestione della società, che potrebbe includere l’opzione di assumere un chief operating officer.

Anderson ha detto di aver parlato due volte con Musk, avendo suggerito che i continui tweet “non sono una grande cosa”; il rappresentante del fondo SMT ritiene che ci siano buone possibilità che società riesca a dimostrare di essere estremamente vantaggiosa e competitiva e che produrrà alti profitti.

James Anderson lo scorso mese, in commento al tweet di Musk sul delisting di Tesla, aveva rimarcato che le azioni Tesla valgono più dei $ 420 indicati da Musk per portare l’azienda in privato.