Continua in Borsa il tormentone Fiat: cresce l’attesa per i conti e per le novità Chrysler

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Continua il tormentone Fiat a Piazza Affari. Dopo l’ennesima miccia accesa ieri da Morgan Stanley che ha rilanciato il target price sul Lingotto, proiettandolo nel migliore dei casi a quota 25,20 euro oggi a tracciare un quadro sul gruppo ci hanno pensato gli analisti di Mediobanca Securities. L’occasione è il test dei conti della casa automobilistica, in agenda il prossimo 21 ottobre.


“Per il terzo trimestre Fiat riporterà un trading profit di 201 milioni di euro, un debito netto invariato rispetto al trimestre precedente a 5,8 miliardi di euro e una minore perdita netta sempre rispetto al secondo trimestre”, indicano nella nota uscita oggi e visionata da Finanza.com gli esperti di Piazzetta Cuccia. Il broker ha previsto che il gruppo Fiat accuserà un rosso di 21 milioni di euro.

Un dato, che presuppone una situazione in miglioramento dal risultato netto a livello di gruppo negativo di 179 milioni di euro riportato nel secondo trimestre 2009. “Il terzo trimestre è solitamente un trimestre in cui si brucia cassa, ma il 2009 racconta una storia diversa”, sostengono questi analisti. “Con un calo trimestre su trimestre degli ordini di Fiat Anto – notano ancora – pensiamo che l’assorbimento di capitale da lavoro sarà più che bilanciato dalla generazione di cassa di CNH. Questo ci suggerisce che i conti del terzo trimestre saranno in linea con il consensus”.


Per quanto riguarda la valutazione di Fiat in Borsa, gli esperti di Mediobanca Securities spiegano che “l’argomento orso sul titolo potrebbe essere un possibile calo del profitto di Fiat Auto nel 2010”. A loro avviso anche se questa potrebbe rilevarsi solo una ipotesi, resta il fatto che i principali contributi e driver ai profitti del gruppo automobilistico dovrebbero arrivare da Iveco e CNH.


A loro avviso, infatti, “l’apprezzamento dei prezzi di questi di asset spiega metà della ripresa della capitalizzazione di mercato di Fiat negli ultimi sei mesi”. Il broker ha quindi deciso di alzare le stime sulla generazione di casa e di conseguenza anche il target di prezzo su Fiat è stato portato a 14,5 euro da 9,6 euro. Mentre la raccomandazione è stata confermata outperform. Senza considerare il fattore Chrysler il fair value indicato da Mediobanca Securities sulla sola Fiat risulta pari a 12,7 euro.

 

“In questo Fiat non sconta la quota nel gruppo americano”, specificano. Alcune schiarite in questo senso sono attese il prossimo 4 novembre, quando verrà presentato il piano di rilancio per il gruppo americano. “Si tratta di una sorta di remake del piano annunciato nel novembre 2006 quando i target indicati furono molto ambiziosi”, ricordano gli analisti, secondo cui non c’è motivo perché il consensus non dovrebbe dare credito a Sergio Marchionne. “Anzi – concludono – l’Ipo pianificata potrebbe aiutare il consensus a riflettere il valore di Chrysler nel target di prezzo di Fiat”.