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Conti pubblici: la manovra diventa indispensabile

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Poche ore dopo l’invio della lettera alla Commissione europea il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha reso noto, davanti a un’aula del Senato semideserta, che l’aggiustamento dei conti pubblici verrà fatto entro aprile per evitare l’attivazione di procedure di infrazione

Sono bastate poche ore al commissario per gli Affari economici dell’Unione europea Pierre Moscovici per far capire al ministro dell’Economia italiano Pier Carlo Padoan che la manovra correttiva sui conti pubblici è attesa al più presto. Con toni cortesi, come quelli usati da Padoan nella missiva spedita l’altro ieri a Moscovici e al vicepresidente della Commissione, il Commissario Ue ha ricordato che “l’obiettivo dell’Eurogruppo è evitare l’attivazione di procedure di infrazione” e all’Italia che “è indispensabile che riduca il debito pubblico elevato. Ci sono delle regole”.

Aggiustamento dei conti indispensabile

Indispensabile è lo stesso termine che Padoan ha utilizzato davanti a una manciata di senatori per annunciare che la manovra di aggiustamento dei conti pubblici verrà effettuata entro il mese di aprile: “L’apertura di una procedura porterebbe una riduzione di sovranità sulle decisioni di politica economica e i costi sarebbero superiori alla correzione richiesta”.

La Commissione europea ha chiesto all’Italia un aggiustsamento dello 0,2% del Pil, pari a 3,4 miliardi di euro (ma la cifra potrebbe essere diversa. Bisognerà aspettare le prossime rilevazioni dell’Istat sulla crescita italiana). E questo è l’obiettivo che il governo si prepara a soddisfare con gli interventi prospettati da Padoan nella lettera all’Ue.

Riduzioni di spesa e tagli ai crediti di imposta

Sul fronte delle uscite gli interventi saranno suddivisi in riduzioni di spesa e taglio ai crediti di imposta. Peseranno un quarto sul totale della manovra e riguarderanno, per il 90%, i consumi intermedi della pubblica amministrazioni e per il resto riduzioni ai crediti di imposta.

Sul fronte delle entrate il governo attende un miliardo di euro dalla lotta all’evasione fiscale e dall’attivazione della reverse charge sull’Iva, ossia il passaggio del versamento dall’acquirente al venditore del servizio. Padoan non ha parlato, invece, di interventi sulle accise (in particolare sulla benzina) come invece era stato prospettato nella lettera alla Commissione.

Leggi l’articolo sulla lettera scritta dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan alla Commissione europea