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I conti di Madrid si tingono di giallo: Bruxelles smentisce manovra, ma il mkt la vedrebbe bene

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E’ ancora una volta la speculazione il nemico numero uno da mettere all’angolo. E Bruxelles non ci ha pensato due volte. Dalla Commissione europea è arrivata la smentita alla nuova indiscrezione stampa, che ventilava di difficoltà nei conti pubblici spagnoli. A far tremare i polsi degli operatori la tesi riportata dal quotidiano El Economista, secondo cui Unione Europea, il Fondo Monetario internazionale e Tesoro Usa sarebbero ancora una volta in manovra. Questa volta per tendere un sostegno concreto a Madrid.


Secondo quanto ricostruito dal giornale iberico, Bruxelles, il Fmi e il Tesoro statunitense starebbero valutando la fattibilità di implementare un piano di liquidità per Madrid. E tra le misure prese in considerazione anche una linea di credito fino a 250 miliardi di euro. Uno scenario definito decisamente bizzarro dal portavoce della Commissione europea, Amadeu Altafaj, che ha detto di essere “in grado di smentirla categoricamente”.

 

Intanto però il danno è fatto: sui mercati sono riaffiorati i timori legati alla sostenibilità del debito spagnolo, che pesano su tutto il segmento degli emittenti periferici. Basta dare un’occhiata alla piattaforma Tradeweb, per capire come gira il vento. Lo spread di rendimento tra decennale spagnolo e tedesco è salito ai massimi dall’introduzione dell’euro, toccando in mattinata quota 223 punti base.

 

E’ presto dunque per riporre l’elmetto. Domani la Spagna sarà infatti ancora guardata a vista dal mercato: è attesa all’importante test di mercato delle due aste a lungo termine (10 e 30 anni), con cui il Tesoro ha intenzione di raccogliere tra i 2,5 e i 3,5 miliardi di euro. E le sorprese potrebbero non finire. “Si tratta di un nervosismo giustificato da motivi che nascono non soltanto dalla situazione in cui versa il settore pubblico spagnolo, ma soprattutto da quella del mondo corporate e finanziario, altamente indebitato”, osserva Silvio Peruzzo strategist di Royal Bank of Scotland interpellato da Finanza.com.

 

“Una crisi che continua in maniera così marcata a Madrid potrebbe  portare a uno shock di scala globale perché avrebbe implicazioni, che non siamo abituati a vedere. La Spagna – prosegue lo strategist – ha un sistema che presenta un debito accumulato non irrilevante e se ci fossero sviluppi non buoni potrebbero essere molto negativi per tutti, per cui è meglio agire adesso quando questo fenomeno è in misura poco avanzata piuttosto che implementare una risposta quando si ha poco margini di manovra”.