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I conti di Eni non deludono il mercato: per analisti bisogna fare attenzione alla voce debito

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Il gruppo Eni ha alzato il sipario sui conti 2009 e non ha deluso il mercato. La compagnia petrolifera di San Donato ha riportato nel quarto trimestre del 2009 un utile netto pari a 0,64 miliardi di euro, mentre nell’intero anno si è attestato a 4,22 miliardi, in contrazione del 47,7%. L’utile netto adjusted nel trimestre è sceso del 28,7% a 1,39 miliardi, ma ha battuto le stime di consensus che avevano messo in conto un dato di 1,179 miliardi di euro, mentre nell’anno ha registrato una battuta d’arresto del 48,8% a 5,21 miliardi. Quanto basta insomma per spingere gli acquisti sul titolo in Borsa, che in questo momento segna un progresso dell’1,88% a quota 16,77 euro.


Alla luce dei conti riportati il consiglio di amministrazione di Eni ha messo in agenda che proporrà all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 1 euro per azione, leggermente più basso di quello del 2008 di 1,30 euro, di cui 0,50 euro già distribuiti nel settembre 2009 a titolo di acconto. “Il 2009 è stato un anno difficile per il nostro settore. In questo contesto, Eni ha conseguito risultati superiori alle aspettative, tra i migliori dell’industria, e ha posto le basi per la sua crescita futura”, ha così commentato Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, i conti comunicati questa mattina.

 

A San Donato si guarda avanti con ottimismo. “Il 2010 sarà un altro anno difficile – ha proseguito il top manager – . Eni, grazie al suo eccellente posizionamento strategico, continuerà a generare buoni risultati e a creare valore per gli azionisti”. Per l’esercizio in corso, in uno scenario energetico ancora caratterizzato da elevata volatilità, la compagnia di San Donato prevede, infatti, una leggera ripresa dei consumi mondiali di petrolio ed un prezzo medio del marker Brent di 65 dollari al barile.

 

Anche la domanda europea ed italiana di gas è attesa in moderato recupero dopo la flessione dei consumi industriali e termoelettrici registrata nel 2009, contestualmente all’aumento dell’offerta per l’entrata in esercizio di nuova capacità di importazione. Secondo Scaroni&Co la produzione di idrocarburi di Eni nel 2010 si attesterà su livelli non inferiori al 2009, pari a 1,769 milioni di boe/giorno, assumendo uno scenario Brent di 65 dollari, lo stesso livello di tagli Opec del 2009 e le dismissioni in corso.

 

Mentre per quanto riguarda le vendite di gas nel mondo sono previste in linea con il livello 2009, ossia di circa 104 miliardi di metri cubi, per aumento della pressione competitiva, in particolare in Italia, che sarà però compensata dalla leggera ripresa della domanda gas in Europa, dall’effetto delle azioni di integrazione commerciale con Distrigas e della rinegoziazione di alcuni contratti di fornitura di lungo termine.

 

Al di là di quello che la società riuscirà a fare in questo 2010, esprimono apprezzamento per i risultati conseguiti nel 2009 gli analisti. “I risultati di Eni sono sopra le nostre attese e quelle di consensus, nonostante riteniamo che il dato del debito netto possa risentire della politica dei dividendi indicata per i prossimi anni”, commenta Roberto Ranieri di Intesa SanPaolo, che pur confermado la raccomandazione buy sul Cane a sei zampe, ha deciso di mettere sotto revisione il target di prezzo della compagnia petrolifera.

 

“Sulla base delle nostre stime, la valutazione di Eni sembra essere non cara, anche considerando uno scenario più pessimista sull’outlook del gas domestico”, prosegue l’esperto, che ha rivisto leggermente le stime 2010 sulla base della revisione della produzione e delle vendite gas indicate per l’anno in corso.

 

“I numeri di Eni sono superiori alle attese, sia come utile operativo che come utile netto, ma il debito è ancora in crescita”, notano gli esperti di Equita, che consigliano prudenza sul titolo (hold) indicando un target di prezzo di 19,5 euro. Nel trimestre il cash flow della gestione di 1,61 miliardi di euro ha, infatti, consentito di coprire solo parzialmente i fabbisogni finanziari connessi agli investimenti tecnici di 3,89 miliardi, determinando rispetto al 30 settembre 2009 un incremento di 2,5 miliardi dell’indebitamento finanziario netto.