Conti correnti: Antitrust, spazio per ridurre i costi. E' possibile risparmiare fino a 180 euro

Inviato da Flavia Scarano il Gio, 12/09/2013 - 15:21

I costi dei conti correnti possono essere ridotti. A dirlo è l'Antitrust che spiega come nonostante un'evoluzione più competitiva del settore, esistono sono ancora ostacoli al pieno dispiegarsi della concorrenza nel comparto bancario che impediscono una riduzione dei prezzi a vantaggio del consumatore finale e un aumento della mobilità della domanda. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato segnala quindi la possibilità di ottenere risparmi fino a 180 euro nei costi della tenuta dei conti correnti.

Secondo l'Antitrust negli ultimi anni si è assistito ad alcuni cambiamenti nelle politiche adottate dagli operatori e, sotto alcuni profili, ad una evoluzione anche più competitiva del settore: si è infatti assistito a modifiche della struttura di mercato e del contesto concorrenziale e hanno inoltre prodotto i loro effetti le riforme della normativa secondaria in materia di trasparenza ed informativa sui servizi bancari. L'entità di risparmio ottenibile passando da un conto all'altro dimostra però, spiega l'Antitrust, che ci sono ancora spazi per ridurre i costi dei conti correnti. Si tratta tuttavia di spazi che i risparmiatori non riescono a sfruttare, perché privi delle informazioni necessarie che vanno invece rese disponibili da parte delle banche, anche introducendo vincoli normativi e regolatori. Occorre intervenire, secondo l'Authority, anche sulle lentezze nella chiusura di un conto per aprirne un altro: per quanto i tempi si siano ridotti, è sufficiente avere una carta di credito o la Viacard per vederli dilatare anche fino a 37 giorni. Vanno infine scissi i legami tra conti correnti e altri prodotti.

Dall'indagine, avviata nel marzo del 2011 per verificare l'evoluzione dei costi dei conti correnti rispetto al 2007, anno della precedente indagine in materia, emergono prezzi in calo solo per talune tipologie di correntista e per determinati periodi. Il campione dell'indagine è costituito da 52 banche e oltre 14.500 sportelli, con una rappresentatività pari al 44% in termini di sportelli. I costi sono stati misurati su sei diversi profili di correntista attraverso l'indice sintetico di costo, strumento informativo che rende agevole e immediato per i consumatori effettuare la comparazione del prezzo per la tenuta di conti correnti differenti.

Prezzi in calo solo per i giovani, conti on-line i più convenienti
L'Agcm fa notare che una sostanziale riduzione dei prezzi mediani, relativamente ai conti allo sportello, si è verificata esclusivamente per i giovani (-19%) mentre una discesa meno rilevante si è registrata per le famiglie e i pensionati con operatività minore, rispettivamente -2,8% -3,6%. I costi invece salgono, soprattutto per alcuni profili, nelle banche di maggiori dimensioni, dove si concentra il 70% dei conti correnti. L'indagine conferma la convenienza (-30%) dei conti online rispetto a quelli tradizionali in termini assoluti con punte che superano il 40% per i giovani, e le famiglie e i pensionati con operatività bancaria maggiore.

La risposta di Abi e Codacons
"Nel corso degli ultimi anni il prezzo del conto corrente in Italia ha registrato una progressiva riduzione, attestandosi su una media di circa 100 euro". Così risponde l'Abi in merito ai risultati dell'indagine condotta dall'Agcm sull'andamento dei prezzi dei conti correnti. L'associazione sottolinea inoltre come la lettura dei dati dell'indagine sottolinea l'elevato tenore competitivo di questo mercato.

Secondo il Codacons invece "il risparmio di 180 euro dimostra quanta sia la strada ancora da percorrere per rendere il sistema bancario italiano competitivo. Ma per l'associazione di consumatori non basta maggiore trasparenza". Occorre invece che il Governo Letta si concentri sul fatto che "gli italiani hanno i conti correnti ed i mutui più cari d'Europa. La battaglia per la competitività delle nostre imprese non si vince solo riducendo il costo del lavoro ma anche riducendo lo spread maggiore che le aziende italiane sono costrette a pagare rispetto agli altri Paesi Ue quanto ottengono, ad esempio, un finanziamento. Ecco perché il Governo dovrebbe intervenire per eliminare le gabelle più anacronistiche, a cominciare dall'abolizione delle commissioni di istruttoria veloce. Inoltre se si vuole combattere l'evasione incentivando le transazioni elettroniche, andrebbero azzerati per legge tutti i costi connessi, da quelli sull'uso delle carte di credito all'internet banking".

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