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Conti ad alto rendimento: offerta sempre più vasta contro il rischio Borse

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Sono la vera rivelazione del 2008, apprezzati dai risparmiatori e ciambella di salvataggio per i delusi dalla Borse. Si tratta dei conti correnti ad alto rendimento, che dopo l’esperienza iniziale  di  Ing Direct, stanno conoscendo in questi mesi un vero e proprio boom di domanda e soprattutto di offerta. Abbiamo pertanto raccolto una selezione delle offerte presenti sul mercato che non ha però la pretesa di essere esaustiva di un panorama che si va arricchendo giorno dopo giorno di nuovi protagonisti. Tutti i tassi di interesse sono espressi al lordo, ricordando che tutti questi strumenti sono tassati al 27%.


Ma prima mettiamo un po’ di ordine tra conti di deposito, conti correnti, conti di deposito vincolati o non vincolati. Le differenze principali tra il conto corrente tradizionale e i conti di deposito è che i secondi sono usualmente a costo zero, anche se necessitano di appoggiarsi a un conto corrente tradizionale per funzionare. Il rendimento offerto è inoltre maggiore per un conto di deposito, in special modo se vincolato, ossia se richiede che le cifre versate vengano lasciate nel conto per un predeterminato periodo di tempo. In realtà i soldi sono sempre disponibili e ritrasferibili dal conto di deposito al conto corrente, senza pagamento di alcuna penale ma con al sola rinuncia all’interesse “maggiore” offerto dal conto di deposito.


L’ultima novità è il primo conto di deposito ad alto rendimento destinato alle imprese (ma disponibile anche per i risparmiatori privati), il Rendimax di Banca Ifis, con un rendimento lordo del 4,75% a liquidazione trimestrale e nessuna spesa.


Il decano dei conti online, il Conto Arancio di Ing Direct offre invece ai nuovi clienti un tasso netto del 4,75% per 12 mesi senza limiti di deposito con un tasso standard del 3 per cento.


Il Conto@me di Webank del gruppo Bipiemme offre invece un tasso lordo del 5,50% fino al 31 dicembre 2008, con zero spese, carta di credito gratuita per sempre, Bancomat e prelievi gratuiti in tutti gli sportelli. Al termine del periodo promozionale verrà applicato il tasso standard.


Per CheBanca del gruppo Mediobanca il Conto Deposito Base offre un tasso del 4% che può salire al 4,7%. Nel caso si decida di depositare i soldi per 3, 6 o 12 mesi il conto evolve infatti nella sua variante Subito: l’importo degli interessi viene corrisposto subito e sale rispettivamente al 4,3, al 4,5 e al 4,7%.


Anche Sparkasse ha recentemente portato il rendimento del suo Conto Extra al 4,875% per i primi sei mesi. Per coloro che hanno aperto il Conto Extra entro il 31 marzo 2008, il tasso previsto per il periodo successivo ai sei mesi sarà aumentato al 3,50 per cento. Per chi invece ha già attivo un Conto Extra col tasso del 4,625 per cento, non solo questo verrà portato automaticamente al 4,875 per cento fino al termine dei primi sei mesi, ma anche il tasso per il periodo successivo aumenterà al 3,50 per cento.


Santander Consumer Bank presenta invece due conti deposito alternativi. Con il Conto Santander si ha il 5% lordo fino al 30 settembre 2008 (da lì il 3,75%), se si sceglie invece l’opzione Santander
Time Deposit si ottiene invece il 4,5% per 12 mesi. Per tale periodo i soldi restano vincolati. Si
possono ritirare prima della scadenza senza spese ma in quel caso si riceverà un tasso lordo del 3% su di essi. 


Il Conto 5 di Barclays offre invece il 5% per tutto il 2008, al termine del quale si scende all’Euribor a 1 mese meno il 2%, mentre Fineco offre un rendimento lordo del 4% con spese di 5,95 euo al mese che scendono in funzione di determinati parametri.


IW Bank propone invece IW Power, un conto di deposito con un tasso netto del 3,15%, che può essere affiancato anche dall’opzione Turbo. Si tratta in questo caso di un deposito vincolato a 30,90 e 180 giorni con tassi netti rispettivamente del 3,3, 3,7 e 4,25 per cento.


Websella offre infine il 6% lordo per sei mesi per coloro che faranno richiesta di apertura entro il 31 luglio. Trascorsi i sei mesi si scende al tasso base del 3,75%.


Insomma, una volta esisteva solo il caro, nel senso di costoso, e vecchio conto corrente, oggi questo sembra destinato all’estinzione di fronte a nuove forme di risparmio ben più remunerative proposte dagli istituti di credito. E questo avviene proprio nel momento in cui i mercati finanziari mostrano il loro volto peggiore e in cui la tutela del proprio patrimonio è diventato l’obiettivo principale dei risparmiatori.