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Il contante divide il Governo, cambierà ancora la soglia per i pagamenti?

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La questione relativa alla soglia sull’uso del contante torna a fare capolino nel dibattito politico. Si tratta di una discussione strettamente collegata al problema della lotta all’evasione fiscale, di cui uno degli strumenti essenziali è la tracciabilità del contante. Controllare i flussi di contante è naturalmente molto più facile sostenendo l’uso degli assegni, che però può comportare alcune strozzature di non poco conto nel corso delle varie transazioni, danneggiando di conseguenza il circuito economico.

Proprio per questo motivo, nel corso degli anni, la soglia in questione ha subito mutamenti di non poco conto. Basti pensare che sino alla fine di aprile del 2008, la soglia era fissata a 12.500 euro, poi diventati 5.000 nel giugno dello stesso anno. Tornata a 12.500 sino al 30 giugno del 2010, è nuovamente scesa a 5.000 sino al 10 agosto del 2011 per poi calare prima a 2.500 e poi a mille, nel dicembre dello stesso anno, soglia che vige tuttora.

Ora una serie di emendamenti proposti dal Pdl puntano ad innalzare di nuovo il limite. Uno degli emendamenti, soprattutto, quello presentato da Giuseppe Marinello, presidente della Commissione Ambiente del Senato, prevede l’innalzamento della soglia a 5.000 euro ed è stato interpretato da molti come l’ennesimo segnale della guerra ormai in atto da tempo tra il maggior partito del centrodestra e il ministro Saccomanni.

Si tratta di un atto dalle molte implicazioni, considerata l’importanza che l’amministrazione statale ha voluto conferire nel corso del tempo alla tracciabilità del contante, di cui appunto la soglia è uno strumento essenziale, visto come deterrente al triste fenomeno dell’evasione fiscale. Va ricordato infatti che il nostro Paese, proprio nell’imponente sottrazione di risorse alla tassazione trova uno dei pochi motivi di primeggiare in campo internazionale, con una cifra complessiva che oscilla secondo i calcoli tra i 255 e i 275 miliardi l’anno.

Proprio per cercare di porre riparo ad un fenomeno che tocca dolorosamente coloro che le tasse sono costretti a pagarle alla fonte, i dipendenti pubblici o privati, e che si vedono oberati da una tassazione sempre più dura, negli ultimi anni si è cercato di affinare i mezzi di lotta usati.
 
Naturalmente l’emendamento presentato da Marinello è destinato a rinfocolare la polemica al riguardo, soprattutto ora che i due partiti sono costretti a convivere nel Governo delle larghe intese, anche se sembra difficile che in un momento simile l’ipotesi di alzare la soglia del contante possa trovare ascolto nel governo Letta.