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Consorte interrogato per 4 ore a Milano

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Consulenze in proprio, e non come presidente di Unipol, effettuate a favore della Hopa di Gnutti. E’ la giustificazione avanzata da Giovanni Consorte nell’interrogatorio milanese di ieri, durato 4 ore, per i 30-50 milioni ricevuti, insieme al proprio vice Ivano Sacchetti, negli anni dal finanziere bresciano Gnutti. Tali consulenze sarebbero però state pagate non con normali fatturazioni ma tramite plusvalenze artificialmente create grazie ad operazioni di Borsa “blindate”. Versione analoga a quella fornita da Gnutti nel suo interrogatorio natalizio. Il sistema prevedeva che Consorte e Sacchetti, attraverso intermediari spesso spesso appartenenti al gruppo del banchiere Gianpiero Fiorani, investissero su titoli o prodotti derivati ritenuti “promettenti” per poi girarli subito a Gnutti a prezzi sensibilmente più alti, ricavandone dunque immediate e sicure plusvalenze.