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Consob, presidente Nava rimane sotto assedio. M5S-Lega insistono: ‘si dimetta’

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Il numero uno della Consob Mario Nava continua a essere assediato dalle richieste degli esponenti del M5S e della Lega di rassegnare le dimissioni. In una nota congiunta i capigruppo alla Camera e al Senato del M5S, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli, e della Lega, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, sono tornati sulla questione, che va avanti ormai da parecchio:

Nava rassegni le dimissioni con un gesto di sensibilità istituzionale che, a questo punto, appare davvero inevitabile al fine di ristabilire un rapporto di fiducia e di leale collaborazione fra Istituzioni tanto rilevanti dello Stato”.

Il comunicato prosegue, ricordando che “il presidente della Consob, Mario Nava, sui quotidiani nazionali si è dichiarato certo che non vi sia alcuna irregolarità nel suo operato e nella sua nomina. Eppure, rispondendo a un’interrogazione presentata al Parlamento europeo, il Commissario Oettinger ha   confermato che l’attuale presidente della Consob ‘rimane  soggetto agli stessi doveri e diritti’ dei funzionari della Commissione in attività di servizio. Ciò conferma i dubbi espressi dal M5S e dalla Lega”.

Ironico notare che proprio il commissario Ue al bilancio Gunther Oettinger, strenuo nemico del populismo che non ha avuto alcun problema a bombardare l’Italia di critiche e accuse più o meno pesanti dall’esito delle elezioni politiche dello scorso 4 marzo, viene chiamato in causa dal M5S e dalla Lega come ulteriore fattore che giustifica la richiesta di dimissioni che continua a essere rivolta a Mario Nava.

Lo scorso 16 luglio, il caso Nava era tornato protagonista nel corso di un’audizione dallo stesso commissario della Consob Giuseppe Maria Berruti, che aveva ricordato i dubbi sulla indipendenza di Nava: in quanto dipendente comunitario, Nava sarebbe di fatto immune alla giustizia italiana e anche tenuto a contattare l’Unione europea sui dossier riservati.

Nella nota, si legge ancora che, “contrariamente all’avviso espresso dal precedente Governo Nava, in quanto dipendente di un’istituzione sovranazionale, è incompatibile con la presidenza di un’autorità indipendente italiana, il cui ruolo è quello di garantire l’ordinato funzionamento del mercato finanziario nazionale”.

“I poteri estremamente penetranti attribuiti a questa autorità – si legge ancora – impongono la massima attenzione nell’evitare  situazioni di potenziale conflitto di interesse. Il protrarsi
di questa condizione, ormai da diversi mesi, indica di per sé che una simile attenzione non è stata esercitata,  nonostante sia stata sollecitata da svariati atti di   sindacato ispettivo, fra cui un’interrogazione in Commissione Finanze del Senato”.

Il caso Nava è scoppiato a causa del ruolo che il numero uno della Consob ha ricoperto presso il servizio di regolamentazione bancaria della Commissione Ue, il Fisma, per il distacco che il funzionario ha ottenuto da Bruxelles.