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Confindustria: Squinzi, Pil tornato ai livelli del 2000. Produzione crollata del 25%

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La mancanza del lavoro è la madre di ogni male sociale, va affrontata in maniera strutturale e con equilibrio, intervenendo sul costo, produttività e regole. Così il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, nel suo intervento all’assemblea annuale dell’associazione. Il numero uno di Viale dell’Astronomia ha poi snocciolato i conti della crisi che ha provocato danni gravissimi: tra il 2007 e il 2013 il Pil italiano è sceso di oltre l’8% ed è tornato ai livelli del 2000. Nessun altro paese dell’Eurozona, ha spiegato Squinzi, sta vivendo una simile caduta, con l’eccezione della Grecia. La produzione, ha poi aggiunto, è crollata del 25%, in alcuni settori di oltre il 40%, aggiungendo che negli ultimi cinque anni oltre 70 mila imprese manifatturiere hanno cessato l’attività. Il presidente ha poi posto l’accento sul fatto che Confindustria da tempo insiste per misure concrete per l’aumento del tasso di crescita e dell’occupazione. Senza interventi decisi e concreti, avverte Squinzi, la crescita non supererà per molto tempo lo 0,5% annuo, del tutto insufficiente a creare lavoro e a risollevare i destini di tantissime imprese.