Confindustria: Italia in recessione, nel 2013 pressione fiscale record e 800 mila posti in meno

Inviato da Alberto Bolis il Gio, 15/12/2011 - 11:08

La Confindustria lancia l'allarme sull'economia italiana: recessione nel 2012, pressione fiscale record, quasi un milione di posti di lavoro andati in fumo da inizio 2008. Dopo il Governo, anche l'associazione degli industriali taglia le stime sul Prodotto interno lordo del Belpaese: -1,6% nel 2012 rispetto al +0,2% stimato in precedenza, mentre nel 2013 il Pil dovrebbe tornare a crescere con un modesto +0,5% (+0,7% precedente). Il 2012, con ogni probabilità, segnerà quindi la quinta recessione dell'economia tricolore dal 1980. La flessione dell'economia, secondo i calcoli di Confindustria, registrerà la flessione più marcata nel periodo compreso tra la scorsa estate e la prossima primavera. Nella tarda primavera dovrebbe però arrivare la ripresa.
 
Il centro studi non dimentica l'acceso dibattito sulla fine dell'euro che da settimane occupa le prime pagine dei quotidiani economici di tutto il mondo. Ne esce uno scenario apocalittico. Confindustria, sottolineando che le ricadute della scomparsa della moneta unica sono da considerarsi congetture e di credere nel lieto fine, calcola che senza l'euro le prime quattro economie dell'Eurozona assisterebbero ad un crollo del Pil tra il 25% e il 50% ed anche in Germania il debito pubblico si avvicinerebbe all'insolvenza.
 
Per quanto riguarda il capitolo "occupazione", Confindustria prevede che molto probabilmente si attenui il reintegro delle persone in cassa integrazione, aumentino i licenziamenti e il tasso di disoccupazione raggiungerà il 9% a fine 2012. Nel dettaglio, il biennio 2012-2013 si chiuderà con 800 mila posti di lavoro andati in fumo dall'inizio del 2008. Il centro studi di viale dell'Astronomia commenta anche la manovra del governo Monti, che frenerà il Pil nel 2012 ma senza la quale l'Italia si troverebbe in una situazione pre fallimentare.

Confindustria lancia poi l'allarme sulla pressione fiscale. Entro due anni, prevede il centro studi di viale dell'Astronomia, la pressione fiscale raggiungerà infatti il 45,5% del Prodotto interno lordo, mentre la pressione effettiva supererà il 54 per cento. Quest'anno la pressione effettiva toccherà il 51,3%, un livello non sostenibile perché secondo Confindustria non corrispondono servizi pubblici adeguati.

COMMENTA LA NOTIZIA