Confindustria: inversione di marcia è in atto, ma diversi fattori mettono a rischio crescita 2014

Inviato da Titta Ferraro il Mer, 20/11/2013 - 16:06
L'euro più forte del previsto, la minaccia di deflazione e la restrizione del credito, appena attenuata dal parziale pagamento degli arretrati della PA, mettono a rischio le già modeste previsioni di crescita del 2014. Lo rimarca l'Analisi mensile del Centro Studi Confindustria che comunque ritiene che il colpo di coda della recessione nel terzo trimestre non compromette le prospettive di ripartenza dell'economia italiana.
"La legge di stabilità presentata dal Governo fa molto poco per rimettere al centro l'industria e rilanciare lo sviluppo - si legge nella Congiuntura Flash di novembre diffusa dall'ufficio studi di viale dell'Astronomia - Dal passaggio parlamentare può perfino uscire indebolita, come ha correttamente sottolineato anche la Commissione europea, in quello che dovrebbe essere uno dei capisaldi della politica economica per il Paese: taglio del cuneo fiscale a beneficio delle imprese manifatturiere, oltre che dei lavoratori". Confindustria ritiene che senza questa chiave di volta è vano attendersi rapidi progressi nel ritmo di marcia del Pil e, quindi, nella creazione di occupazione, la quale peggiora più in fretta di quel che era temuto e che le statistiche provvisorie lasciavano intravedere.
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