1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Confindustria alza stime Pil e vede quasi 500mila nuovi posti di lavoro nel biennio

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN
Prospettive più rosee per l’economia italiana più in virtù del contesto esterno molto favorevole che per meriti dell’Italia stessa. Oggi il Centro Studi di Confindustria (CSC) ha rivisto al rialzo le previsioni economiche e vede un boom del mercato del lavoro con quasi mezzo milione di posti di lavoro in più nel biennio. Il Paese in questo momento risplende più di luce riflessa che di meriti propri, rimarcano da viale dell’Astronomia, citando variabili esogene positive quali calo del prezzo del petrolio, tassi di interesse ai minimi, svalutazione dell’euro e le migliori condizioni del credito previste per il 2016. 
Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha rimarcato questa mattina un ritorno della crescita economica italiana al ritmo del 2% l’anno “è possibile, anche grazie all’azione riformatrice del governo”.

Le nuove previsioni CSC sul PIL italiano sono +1% nel 2015 e +1,5% nel 2016 e nel biennio avverrà la creazione di 494mila posti di lavoro. “L’economia italiana nel primo semestre 2015 è stata un po’ più brillante di quanto descritto in precedenza, ma più in linea con le informazioni qualitative, i potenti impulsi esterni e le valutazioni del CSC”, si legge nel rapporto Scenari Economici pubblicato oggi. L’aggiornamento delle statistiche aggiunge uno 0,2% alla previsione del prodotto italiano per quest’anno, a parità di profilo nel resto del 2015. Il CSC mantiene, infatti, invariate le proiezioni di accelerazione elaborate a giugno sul resto del 2015. Rimangono lontanissimi i livelli del 2007. Il PIL è dell’8,9% sotto il picco pre-crisi.
Spinte esogene una tantum a economia si esauriranno entro 2 anni 
Le previsioni, rimarca Confindustria, continuano a essere prudenti alla luce del potenziale effetto complessivo sull’economia del Paese dei bassi livelli dei tassi di interesse, del cambio dell’euro e del prezzo del petrolio e della riaccelerazione del commercio mondiale (l’anno venturo). L’effetto è quantificabile in +1,8 punti percentuali quest’anno e +1,2 punti il prossimo. In totale sono 3 punti, che si confrontano con i 2,5 punti dell’incremento cumulato previsto per il PIL. Si tratta, come spiegato più volte, di spinte una tantum. Il loro beneficio congiunturale si esaurirà nell’arco di un paio di anni.
Il PIL è salito a un ritmo annualizzato di quasi l’1,5% e l’occupazione, tra febbraio e luglio, è aumentata in presa diretta con l’attività economica. “I miglioramenti dell’uno si ripercuotono sull’altra, e viceversa, in un circolo virtuoso che sostiene i redditi e diffonde la fiducia”, si legge nel rapporto dell’associazione degli industriali. Rispetto al 2007, le persone impiegate sono oltre 720mila in meno ed è raddoppiato, a quasi otto milioni, il numero di quelli a cui manca lavoro, del tutto o in parte.