Confesercenti: 162 giorni di lavoro "divorati" dal fisco

Inviato da Daniela La Cava il Lun, 27/05/2013 - 15:38
162 giorni di lavoro "divorati" dal fisco. Questo l'allarme lanciato da Confesercenti e contenuto nello studio diffuso oggi sulla situazione della pressione fiscale in Italia. Il sospirato "Tax Freedom Day" che nel 1990 scattava a maggio, ora è scivolato al 12 giugno. Secondo l'associazione "l'abbassamento della pressione fiscale è più che mai una priorità che non può essere risolta con qualche misura tampone. Le risorse vanno trovate tagliando la spesa pubblica. Gli sprechi, le spese inutili, i troppi livelli istituzionali producono uno sperpero enorme di denaro pubblico. Si può cominciare a risparmiare molto con il rigore ed una coraggiosa riforma. E' strumentale ogni tentativo di prendere tempo: bisogna cominciare subito per favorire la ripresa".
"Il nostro è il paese delle tasse, delle troppe tasse" afferma Confesercenti "abbiamo appena segnato il record della pressione fiscale, con il 44% del 2012, e già siamo pronti a superarlo di slancio con l'ulteriore aumento atteso per il 2013 (44,4%)". E il futuro, sempre stando alle valutazioni ufficiali, non promette nulla di buono: "le previsioni tendenziali (quelle che diventeranno realtà se non si farà nulla) ci dicono che la "maledizione" del 44% ci accompagnerà almeno fino al 2017". Ma non solo, il Belpaese si piazza al primo posto in Europa nel "total tax rate" (somma delle imposte sul lavoro, sui redditi d'impresa e sui consumi), con un 68,3% che ci vede quasi doppiare i livelli di Spagna e Regno Unito e ci colloca bel oltre quello della Germania (46,8%). L'Italia è anche ai più alti livelli europei quanto a numero di ore necessarie per adempiere agli obblighi fiscali (269): 2,5 volte il Regno Unito, il doppio dei paesi nordici (Svezia, Olanda e Danimarca) e della Francia, un terzo in più rispetto al Germania. Infine siamo "in coda, fra i paesi Ocse, nella graduatoria di efficienza della Pubblica Amministrazione, con un valore (0,4) pari a un quarto di quello misurato per la Germania e il Regno Unito".
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