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Confcommercio taglia stime Pil, crollo crescita a +0,6% se aumenta Iva

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“La nostra economia mostra evidenti segnali di rallentamento e le previsioni per l’anno prossimo non sono confortanti. Secondo il nostro Ufficio Studi nel 2019 non supereremo l’1% di Pil e di consumi. In questa situazione il percorso della legge di Bilancio diventa più difficile perchè bisogna tenere i conti pubblici in ordine, disinnescare le clausole di salvaguardia e proseguire nella via delle riforme”.
Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, in occasione del convegno “Meno tasse per crescere”.

“Pesano certamente i difetti strutturali della nostra economia: l’eccesso di tasse e di burocrazia, il deficit di legalità e d’infrastrutture. Di qui l’urgenza d’invertire la rotta per sostenere consumi ed investimenti e non correre il rischio di una nuova stagnazione”.

Confcommercio ha tagliato tra l’altro le previsioni di crescita del Pil italiano di un decimo di punto, prevedendo per il 2018 un rallentamento della crescita al tasso +1,1% e a +1% nel 2019, sempre che non scattino le clausole di salvaguardia dell’Iva. In tal caso il Pil 2019 crollerebbe a +0,6%.

A frenare sono anche i consumi che scendono a +0,9% quest’anno e a +0,8% nel 2019.

Nel terzo trimestre del 2018, secondo le nuove previsioni diffuse in occasione del convegno “Meno tasse per crescere”, il Pil rallenterà a +0,8% dal +1,7% del terzo trimestre del 2017.

L’associazione afferma che l’aumento dell’Iva rappresenta “un grave pericolo, sottovalutato”: il Pil 2019, per l’appunto, calerebbe a +0,6%, i consumi a +0,3% mentre l’inflazione potrebbe salire fino a +2,6%.