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Confcommercio: Sangalli, serve la crescita. Giù le tasse e la spesa pubblica

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“Nonostante le prime misure annunciate dal Governo nei giorni scorsi vadano nella giusta direzione, non c’è spazio per il facile ottimismo: sarà un anno di convalescenza”. Nella conferenza stampa che ha inaugurato la quindicesima edizione del Forum Confcommercio, il presidente Carlo Sangalli ha parlato di “prospettive non certo favorevoli per le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti”, anche se “qualora venissero confermati tutti i provvedimenti del Governo, Pil e consumi potrebbero anche crescere significativamente”. Ma, ha sottolineato, “se la crisi ha lasciato una lezione è che dobbiamo affrontare strutturalmente il problema della bassa crescita nel nostro Paese”.

Le priorità indicate da Confcommercio restano il taglio della spesa pubblica improduttiva e la riduzione del carico fiscale, “due leve che vanno azionate assieme per la crescita e l’occupazione”. Quanto alla prima, Sangalli ha affermato che “ci sono ampi spazi d’azione”, ma che occorre fare “buoni tagli, non lineari, con il bisturi e non con l’accetta, a partire dall’inutile complessità delle procedure burocratiche”. Per il presidente di Confcommercio, infatti, esiste una consistente parte di spesa pubblica (tra gli 80 e i 100 miliardi) “aggredibile e che può generare, in un lasso di tempo ragionevole, risparmi sufficienti per ridurre le tasse”. A quest’ultimo proposito, Sangalli ha rimarcato l’apprezzamento per le prime misure annunciate dal premier Renzi (“sono azioni coraggiose, dove senza pregiudizi si rende più agibile il mercato del lavoro, togliendo ostacoli dannosi sui contratti a tempo determinato e migliorando la fruibilità di un importante strumento come l’apprendistato”) e per le misure a sostegno delle famiglie meno abbienti attraverso l’incremento delle detrazioni Irpef, che daranno un po’ di ossigeno anche ai consumi.

Ma Confcommercio chiede “un’altra spinta nella direzione intrapresa: estendere i benefici della detassazione al popolo delle partite Iva, ai lavoratori indipendenti e agli autonomi, che resistono sul mercato e meritano rispetto e riconoscenza per come stanno affrontando questa crisi. Non sono accettabili discriminazioni basate sul pregiudizio che tutti i lavoratori autonomi e gli indipendenti siano evasori. Con tagli alla spesa improduttiva e recupero di risorse derivanti dalla lotta all’evasione e all’elusione fiscale – ha concluso Sangalli – si possono aiutare tutti i contribuenti in regola riducendo sul medio-lungo periodo la pressione fiscale complessiva senza mettere a rischio i conti pubblici e i vincoli imposti dall’Europa”. In ogni modo, ha concluso Sangalli, “siamo pronti a concorrere con il confronto e con il dialogo ad accompagnare questo processo riformatore”.