Confcommercio: la crisi nel Nord Est si aggraverà nella seconda metà del 2013

Inviato da Flavia Scarano il Mar, 28/05/2013 - 15:27
Nei territori fino a qualche anno fa detti del "miracolo", secondo una ricerca Format, la crisi sembra destinata ad aggravarsi ulteriormente nella seconda parte del 2013. Nei primi mesi dell'anno un imprenditore su due ha visto peggiorare l'andamento economico. Per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e delle province autonome di Trento e di Bolzano, la crisi non solo non accenna a diminuire di intensità, ma addirittura sembra destinata ad aggravarsi ulteriormente nella seconda parte del 2013. Territori che fino a dieci anni fa venivano indicati come una delle locomotive del Paese, oggi faticano a contenere la trasformazione della crisi economica in "crisi sociale". E' quanto emerge dalla ricerca sulle imprese del terziario del Nord Est realizzata da Confcommercio-Imprese per l'Italia, in collaborazione con Format Ricerche, presentata Venezia nel corso della quarta tappa del Roadshow "ImPresa diretta con il territorio".

La ricerca indica che un imprenditore su due, nei primi mesi dell'anno, ha visto peggiorare l'andamento economico della propria impresa rispetto a quello degli ultimi mesi del 2012. Il 62% degli imprenditori non prevede alcun miglioramento sui ricavi della propria impresa, mentre il 31,7% ritiene che i ricavi addirittura peggioreranno. Diminuisce anche l'occupazione, il 24% delle imprese ha ridotto il numero dei propri addetti e il 28,7% dichiara di apprestarsi a farlo entro il 30 giugno. Si riduce la capacità delle imprese di far fronte al proprio fabbisogno finanziario. Solo un'impresa su tre è riuscita a disporre senza difficoltà della liquidità necessaria per far fronte ai propri impegni (debiti in scadenza, tasse, oneri contribuivi, eccetera). Diminuisce ancora, infine, la percentuale delle imprese che si sono rivolte alle banche per chiedere un credito, solo il 10,6% del totale. E fra le imprese che hanno chiesto un credito, solo il 32% lo ha ottenuto per intero.
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