Confcommercio: aumento Iva sarebbe una resa, per crescere le tasse vanno ridotte

Inviato da Flavia Scarano il Gio, 02/10/2014 - 16:01
"In Italia è stato commesso l'errore di aumentare la pressione fiscale in un contesto già depresso a causa della produttività stagnante e della domanda interna in caduta libera. I margini delle imprese sono al limite della sopravvivenza, i redditi e la ricchezza delle famiglie hanno subito una riduzione di entità senza precedenti nella nostra storia economica. La lezione dovrebbe essere chiara: un eventuale nuovo inasprimento della pressione fiscale, già a livelli da record mondiale, attraverso l'ennesimo aumento delle aliquote Iva e delle imposte indirette, acuirebbe la crisi strutturale che caratterizza il sistema Italia". Questo il commento del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, sull'ipotesi di una clausola di salvaguardia contenuta nella nota di aggiornamento del Def.

"Mantenere il raggiungimento del pareggio di bilancio - prosegue Sangalli - è un obbligo ma è altrettanto evidente che per raggiungere questo obiettivo la via da seguire è tagliare la spesa pubblica improduttiva visto che ci sono circa 80-100 miliardi di spesa ritenuti aggredibili e da cui si possono ottenere oggettivi risparmi entro tempi ragionevoli da investire tutti e senza indugio nella riduzione delle tasse su famiglie e imprese, attraverso un percorso certo, graduale e compatibile".
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