Con una domanda in forte aumento, nel settore solare l'eccesso di capacità produttiva si scioglie come neve al sole

Inviato da Riccardo Designori il Mar, 15/07/2014 - 15:32

Di
seguito pubblichiamo un commento di mercato a cura degli analisti di
Swiss
& Global Asset Management. Gli esperti prendono in esame il settore solare.
A loro avviso l'
ttuale impulso della domanda è sostenibile e non dipende dalle
agevolazioni.
Dopo la recente rotazione settoriale , i
titoli del solare hanno valutazioni convenienti e potrebbero così rappresentare
un'interessante opportunità di investimento. Questo anche nell'ambito dell'ampliamento
dell'infrastruttura energetica nordamericana.








Nel settore del solare i tempi degli eccessi di
capacità produttiva stanno per finire. È questa l'opinione di Roberto
Cominotto, gestore del JB Energy Transition Fund di Swiss & Global Asset
Management. «Gli elevati eccessi di capacità produttiva del passato saranno
assorbiti da una domanda in forte crescita, e anzi sono già scesi ai minimi
storici», spiega. Mentre il settore non ha praticamente ampliato le proprie
capacità negli ultimi due-tre anni, l'esperto si aspetta per il solo anno in
corso un ulteriore aumento delle installazioni solari del 20 per cento circa.
Inoltre, prosegue, nei mesi scorsi molti settori ciclici, non solo quello delle
tecnologie solari ma anche quelli di Internet e delle biotecnologie, hanno
subito una forte correzione. «Tale correzione non intacca i fondamentali, bensì
è motivata da una rotazione verso settori maggiormente difensivi», afferma
Cominotto.


Impulso alla domanda da USA e
Cina


Secondo Cominotto, fino al
2012 la «parte del leone» per quanto riguarda la domanda era imputabile a
mercati europei fortemente sovvenzionati, quali la Germania, la Spagna e
l'Italia. Tuttavia, a causa del forte crollo dei prezzi dei pannelli, la
competitività dell'energia solare rispetto alle fonti energetiche tradizionali
sarebbe aumentata. L'attuale impulso alla domanda proverrebbe dunque ora da
paesi quali gli USA e la Cina. «L'aumento della domanda a cui stiamo assistendo
è molto più sostenibile di quelli registrati in passato», ritiene Roberto
Cominotto. In considerazione degli attuali prezzi dei pannelli, in questo
momento il gestore considera interessanti soprattutto quelle aziende che
beneficiano dei volumi d'installazione in aumento, evitando i costruttori colpiti
dal basso livello dei prezzi. Tuttavia, poiché le consistenze di magazzino sono
oggi al livello più basso degli ultimi anni, nel medio termine i prezzi
potrebbero tornare a salire. «In quel caso i produttori di moduli e i fornitori
di macchinari diventerebbero di nuovo interessanti per gli investitori», spiega
Cominotto.


Grossa necessità di recupero
nell'infrastruttura energetica nordamericana


Ma non è solo nel settore del solare che Cominotto rileva interessanti
opportunità d'investimento. Anche il comparto del gas
e del petrolio, che negli ultimi tre anni ha a suo avviso registrato una
sottoperformance, si starebbe svegliando «dal letargo». Soprattutto in Nord
America il settore sta beneficiando di nuove tecniche di estrazione del gas e
del petrolio da argille, grazie alle quali gli USA potrebbero trasformarsi da
importatori a esportatori di energie. «A tal proposito, spesso si trascura il
fatto che l'infrastruttura nordamericana non è pronta per uno sviluppo di
questo genere», afferma Cominotto. Le vie di trasporto e gli impianti di
stoccaggio sarebbero stati orientati, negli ultimi trent'anni, sempre più verso
un mercato d'importazione. Ora la situazione si sarebbe invertita.


Ad esempio nel Marcellus, territorio compreso
fra gli stati del nord-est Ohio, Pennsylvania e New York, che attualmente
costituisce una delle regioni di estrazione del gas più importanti, più
economiche e in più rapida crescita dell'America settentrionale,
l'infrastruttura non sarebbe in grado di tenere il passo con il veloce incremento
dell'attività di estrazione del gas. Inoltre, prosegue l'esperto, anche il
territorio di estrazione petrolifera del Bakken, nel Nord Dakota al confine con
il Canada, non è collegato alla rete di condutture, ragion per cui l'intera
produzione deve essere trasportata alla costa orientale, occidentale e in
quella del Golfo tramite ferrovia. «Per quanto riguarda il gas e il petrolio da
argille vi sono opportunità d'investimento lungo l'intera catena di creazione
del valore, anche se le maggiori necessità di recupero sono ravvisabili
nell'ampliamento dell'infrastruttura», conclude Cominotto.

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