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Comparto energy al centro dell’attenzione, giu’ ST

QUOTAZIONI Enel
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All’interno del listino delle 40 blue chip milanesi, i riflettori si sono accessi una volta ancora su una banca, date le attese di consolidamento del settore. Questa volta la prescelta dalla speculazione è stata Intesa (+2,58%), che tuuttavia nel corso del pomeriggio si è premurata di smentire le indiscrezioni, dichiarando di non avere “in corso alcuna trattativa al riguardo riguardante ipotesi di aggregazioni bancarie”. Deciso rialzo anche per l’istituto torinese, SanPaolo Imi (+1,56%). In evidenza Enel (+1,74%) e Aem, in una giornata importante per il settore energetico europeo. Endesa, il colosso energetico spagnolo, è infatti al centro di una doppia offerta di acquisto: all’Opa lanciata già lo scorso anno dalla connazionale Gas natural, si è aggiunta un’offerta di acquisto amichevole lanciata dalla tedesca E.On. La notizia ha messo in subbuglio un po’ tutto il comparto energetico e gli esperti, come sempre in questi casi, hanno incominciato ad interrogarsi su mosse analoghe da parte di altri player settoriali. Così è stato ipotizzato che Enel stia considerando l’acquisizione di Electrabel come possibile sbocco della liquidità da investire in operazioni di fusioni e acquisizioni sui mercati europei e mondiali. Bene anche le altre due blue chip del comparto energy, Snam rete gas (+1,52%) e Terna (+1,42%). Sul listino, in fermento le utility Acea, Asm Brescia e Hera, tutte con balzi nell’ordine del 3-4%. Tornando all’S&P, in deciso progresso Finmeccanica (+1,64%). Dall’altra parte della barricata, rosso intenso per alcuni dei titoli che nei giorni scorsi avevano corso di più, Capitalia (-2,56%), Fideuram (-1,72%) e Alleanza (-1,91%). Debole anche FastWeb (-1,26%), nonostante alcuni buoni giudizi giunti dalle case d’affari. Tra questi, gli esperti di Merrill Lynch, confermando il rating “buy”, hanno alzato il prezzo obiettivo a 44 euro per azione, con un upside potenziale nell’ordine del 7% rispetto alle attuali quotazioni di Borsa. Giù anche ST Microelectronics (-1,60%), in scia ai peer a stelle e strisce, affondati dal giudizio poco incoraggiante di Citigroup.