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Il comparto bancario affossato dal downgrade di Dublino

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Seduta negativa dei listini sulle due sponde dell’Atlantico. Con le Piazze europee che hanno da poco chiuso i battenti (-0,9% per il Ftse100, -1,17% del Cac40, -1,16% del Ftse Mib e -0,61% per il Dax) e Wall Street a metà seduta (-0,5% in questo momento per Dow e S&P e -0,26% del Nasdaq), spiccano le vendite che hanno colpito e che stanno colpendo il comparto bancario.

Le tensioni già presenti sulle Piazze sono state incrementate prima dal taglio del rating irlandese da parte di Standard & Poor’s e poi dai dati macro statunitensi relativi a ordini di beni durevoli (+0,3%) e vendite di nuove case (-12,4%), entrambi peggiori delle attese. A poco è servito l’Ifo tedesco di agosto (106,7 punti): le indicazioni arrivate dagli Stati Uniti nelle ultime settimane non lasciano troppo spazio all’ottimismo.

Il downgrade di Dublino (outlook negativo) ha ovviamente affossato la maggiore banca commerciale locale, la Allied Irish Banks, che ha lasciato sul campo il 3,51% scendendo a 0,77 euro. Ma non si tratta di un caso isolato. All’interno dell’Eurostoxx50 si segnala il -1,23% di Deutsche Bank, il -1,44% del Credit Agricole, il -2,29% del Banco Santander ed il -2,78% di Bnp Paribas.

A Piazza Affari Mps e Unicredit hanno perso il 2,8% ed il 2,79%, di poco migliore la situazione di Intesa Sanpaolo e Mediobanca, -2,43 e -2,31%, e segno meno anche per il Banco Popolare (-1,53%) e per la Popolare di Milano (-1,13%). La debolezza del comparto ha finito per contagiare anche Wall Street, dove Jp Morgan in questo momento arretra dello 0,86%, Citigroup dell’1,21% e Bank of America dell’1,27%.