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Compagnie aeree in decollo ma Alitalia resta a terra

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Più che una ciambella di salvataggio, dicono gli scettici, l’aumento di capitale di Alitalia è una boccata d’aria per un nuotatore che esce da una lunga apnea, ma che deve re-immergersi subito: l’approdo resta incerto e lontano. Alitalia ha debiti netti per 1,7 miliardi di euro e anche a operazione conclusa, troppo poco denaro per rilanciare la sua flotta, osservano gli economisti Marco Ponti e Giorgio Ragazzi: anche se l’aumento di capitale andasse in porto senza troppe scosse il problema sarebbe semplicemente rinviato a dopo le elezioni. Cosa succederà allora? La buona notizie è che rispetto a due anni fa quando la crisi della compagnia è esplosa la situazione globale del settore è migliorata: più traffico, una pressione meno assillante delle compagnie low-cost, più opportunità di sviluppo. La cattiva notizia è che non è detto che Alitalia, nonostante la ristrutturazione, possa coglierle e anzi i suoi problemi potrebbero aumentare invece di diminuire. Alitalia è più debole in quei settori nei quali lo sviluppo promette di essere più robusto.