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Commodity Supercycle e inflation target (Fondionline.it)

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RICHARD B. HOEY, CHIEF ECONOMIST OF MELLON FINANCIAL CORPORATION, SPIEGA LE RAGIONI CHE LO SPINGONO A FORMULARE UN CICLO NEUTRALE PER I PREZZI DELLE COMMODITIES
Una delle tesi che sta gradualmente guadagnando terreno tra gli esperti è che l’elevata domanda di petrolio e materie prime proveniente dai mercati dei paesi emergenti genererà un commodity supercycle sulle quotazioni dell’oro nero e delle natural resources. Richard B. Hoey, capo economista di Mellon Financial Corporation, crede che, pur in presenza di prezzi di mercato superiori alla media degli ultimi decenni, il trend futuro dei commodities price seguirà un andamento ciclico caratterizzato dall’alternarsi di anni di crescita e anni di ridimensionamento. Hoey e il suo team si mostrano scettici sui contenuti della versione moderna della commodity supercycle theory, puntualizzando che l’attuale commodity upcycle è relativamente maturo: i prezzi del petrolio e quello di alcuni metalli si sarebbero lasciati alle spalle il loro picco massimo, mentre i prezzi delle derrate agricole sarebbero ancora immersi in una fase rialzista.
Secondo l’esperto, le politiche economiche adottate dai governi e i sussidi elargiti al settore agricolo hanno ancorato i prezzi dei prodotti agricoli a quelli dell’energia, innescando rialzi delle quotazioni agricole sulla scia di quelle sperimentate dalle commodities. Gli economisti utilizzano la definizione ‘price elasticity’ per descrivere la magnitudine dell’influenza esercitata dall’incrocio tra domanda e offerta sui prezzi. Per alcune materie prime (petrolio in testa) si sviluppa un’elasticity pessimist di breve termine alimentata dai tempi necessari per scoprire e rendere utilizzabili nuove riserve. (segue).