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Commodity: pausa per l’oro, il frumento non si ferma

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I prezzi delle materie prime non rallentano la loro corsa, al di là di pause temporanee che finora si sono rivelate essere solo buone occasioni di acquisto. Come quella che ha interessato l’oro, sceso ieri sotto i 930 dollari per oncia. Il momentaneo ritracciamento, che ha portato comunque come bilancio di fine seduta un calo di 7 dollari l’oncia nei pressi di area 740 dollari, è stato innescato dalle notizie provenienti dall’Intenational monetary fund che potrebbe ricorrere alla cessione di riserve d’oro sul mercato per raccogliere fondi.


Un’ipotesi sostenuta dall’amministrazione Bush. Il sottosegretario agli Affari internazionali del Tesoro statunitense, David McCormick, ha dichiarato che la vendita di 12,9 milioni di once rappresenta una delle vie più affidabili per assicurare un flusso di fondi nel lungo termine all’organizzazione. Sui mercati europei l’oro conferma una partenza debole anche oggi. Viene scambiato a  933 dollari l’oncia. Oltre alla possibilità che l’Imf ceda riserve del metallo prezioso sul mercato, a mettere sotto pressione le quotazioni dell’oro è stato anche il recupero del dollaro statunitense dopo che i dati sulle vendite di case, diffusi ieri, si sono rivelati negativi ma meno di quanto atteso. Le spinte rialziste vengono invece dalla costante presenza di incertezza sull’outlook economico Usa e globale e dalle difficoltà che si trova ad affrontare l’industria mineraria Sudafricana, colpita pesantemente dalla carenza di energia elettrica.

Non a caso, ad essere interessati dai rialzi delle ultime settimane sono stati tutti i metalli, preziosi e non. Le commodity sono viste come un rifugio sicuro contro gli alti e bassi dell’azionario nonostante il timore di un calo della domanda che potrebbe essere determinato dall’arrivo di una recessione negli Stati Uniti.


Il platino ha guadagnato circa 24 punti percentuali da inizio febbraio, il palladio il 33%, l’argento si è limitato a un +6%, il rame è salito del 16% circa, l’alluminio del 7,5%.


E se ieri, a ruota dell’oro, le commodity metallifere hanno subito una frenata sul timore che l’arrivo sul mercato dell’oro del Fondo monetario possa ridurre la liquidità disponibile, non hanno rallentato le materie prime agricole e in primis il frumento, in rialzo di circa l’8% nella seduta di ieri a cui si aggiunge un 6% di rialzo odierno che porta la commidity in area 12,425 dollari per bushel. In questo caso la spinta sui prezzi, che rende preoccupante per le banche centrali l’andamento dell’inflazione, arriva dalla chiara insufficienza dell’offerta a tenere il passo della domanda. Secondo il rapporto diffuso dal Dipartimento dell’agricoltura Usa le riserve di frumento potrebbero scendere ai minimi degli ultimi trent’anni nel 2008, mentre quelle di mais potrebbero toccare i minimi degli ultimi 20 anni.

 


Andamento dell’oro al Nymex. Fonte: Catranis – Barchart.com