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Commodity: oro capitalizza il deterioramento del contesto macro

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La discesa dell’indice ISM a 51,4 punti, il livello più basso da 6 anni e mezzo, riduce le probabilità di un intervento della Federal Reserve nel corso del prossimo meeting (al 24% secondo i dati elaborati da Bloomberg) e quindi sta penalizzando l’indice del dollaro, in rosso di un punto percentuale a 94,92 punti.

Inversamente correlato con il biglietto verde, l’oro registra la terza seduta di guadagni e si porta a 1.350,7 dollari, l’1,8% in più rispetto al dato precedente. I prezzi segnano un + 2,64% in cinque sedute, un +7,8% a tre mesi e un +27% da inizio anno.

Anche nell’eventualità di una stretta, rileva Jens Pedersen di Danske Bank, “un incremento isolato (dei tassi, ndr) a settembre non avrebbe un impatto sostanzialmente negativo sull’oro. “La cosa realmente importante per il mercato dell’oro -continua l’esperto-è un incremento dei tassi rivelatore della volontà della Fed di accelerare il ritmo dei rialzi”.