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Commodity: nuova seduta con il segno meno per il greggio

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Greggio in calo di un dollaro. Nonostante le indicazioni migliori del previsto in arrivo dal Dragone, a settembre l’indice Pmi relativo il manifatturiero in versione preliminare è salito più delle attese a 51,2 punti (consenso 50,9 punti), segno meno per le quotazioni dell’oro nero che paga pegno alle notizie in arrivo da Nord Africa e Medio Oriente.

Dopo gli scioperi che hanno paralizzato il Paese nel corso dell’estate, la produzione libica attualmente si attesta al 40% dei livelli pre-guerra civile. “Stiamo tornando alla normalità”, ha detto il vice ministro del petrolio Omar Shakmak, nel corso di un’intervista concessa qualche giorno fa al Wall Street Journal. Indicazioni ribassiste arrivano anche dalla Siria, dove l’ipotesi dell’intervento armato è sempre più improbabile, dall’Iraq, dove le infrastrutture petrolifere sono tornate a lavorare a pieno ritmo, e dal Sudan che ha recentemente evidenziato una crescita delle forniture.

In questo contesto sia il future sul Brent scambiato all’Ice che quello sul Wti al Nymex segnano un rosso di un punto percentuale scendendo rispettivamente a 108,12 e a 103,7 dollari il barile.