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Commodity: French, da platino e carbone le opportunità migliori

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Mentre soltanto la settimana scorsa oro e platino hanno viaggiato a vele spiegate sui mercati delle materie prime, con l’oro che ha raggiunto il nuovo massimo degli ultimi 28 anni a quota 746,50 dollari e il platino nei pressi del record di sempre a 1.391 dollari, per merito sia della debolezza del dollaro sia del periodo di incertezza che spinge a puntare sui classici beni rifugio, qualche esperto di mercato continua a indicare i metalli preziosi come i cavalli su cui scommettere nel prossimo futuro. E’ il caso di Graham French, gestore dell’M&G Global Basics Fund, secondo cui il prezzo elevato delle commodity ha avuto come conseguenza una buona performance dei titoli di molte società produttrici di risorse naturali ma bisogna anche riconoscere che i giudizi in molti sotto-settori delle commodity sono in questo momento “forzati”.


“Ritengo – afferma French – che le migliori opportunità di investimento siano rappresentate dalle commodity che stanno beneficiando di un aumento della domanda, ma anche di un’offerta ristretta. Per alcune risorse naturali esiste uno squilibrio tra domanda e offerta nel lungo termine: mentre mi aspetto che la domanda aumenti, specialmente nelle economie emergenti, l’offerta di alcune risorse è molto limitata. Questa situazione crea un notevole potenziale affinché alcune società di risorse naturali guadagnino un sovrapprezzo”. Il platino è il principale esempio di un metallo che sta attraversando una fase di aumento della domanda contro un’offerta limitata. E il gestore di M&G sta puntando su questo tema attraverso una partecipazione in Lonmin, uno dei pochi grandi produttori di platino nel mondo.

Ma French vede bene anche il carbone, ritenuta “la fonte energetica che sta registrando la crescita più rapida, con una parte consistente della nuova domanda proveniente dalla Cina”. Inoltre, “il settore è consolidato in quanto i produttori stanno rispondendo alla domanda in maniera conservativa”. Secondo French questo dovrebbe mantenere i prezzi ad un buon livello. Dunque Peabody Energy, il maggior produttore di carbone statunitense, è un titolo importante nell’M&G Global Basics Fund.


Al di fuori di queste aree dove il rapporto domanda/offerta è favorevole, French ha ridotto il peso delle commodity, che rappresentano ora circa il 30% del portafoglio del fondo, mentre due anni fa si attestavano intorno al 50% e quindi alla metà. E se la percentuale di materie prime è diminuita, è salita quella delle aree collegate ai consumi, come i settori alimentare, dei cosmetici e dell’abbigliamento.