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Commissione Ue riduce stime crescita, deficit Italia maggiore del previsto

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Lieve sforbiciata alle stime di crescita economica dell’Eurozona da parte della Commissione Europea che ha anche dimezzato quelle relative all’inflazione per il 2016 in scia all’ulteriore tonfo dei prezzi del petrolio. Tagliate le previsioni di crescita di tutte le maggiori economie del blocco europeo, ossia Germania, Francia e Italia. Le previsioni d’inverno rilasciate oggi vedono anche un deficit più ampio del previsto per Italia e Portogallo. 

Aumentano rischi al ribasso su crescita
Le previsioni d’inverno della Commissione Europea indicano prospettive generali di crescita sostanzialmente invariate dall’autunno “anche se aumenta il rischio che, soprattutto a causa di fattori esterni, la crescita risulti inferiore a quanto anticipato”. Nella zona euro la crescita dovrebbe raggiungere quest’anno l’1,7% rispetto all’1,6% dello scorso anno, per attestarsi all’1,9% nel 2017. Le prevedenti previsioni erano di un +1,8% del Pil nel 2016. A sostegno della crescita si confermano fattori quali i bassi prezzi del petrolio, le condizioni di finanziamento favorevoli e il basso tasso di cambio dell’euro. Allo stesso tempo però aumentano i rischi per l’economia: la crescita più lenta della Cina e di altre economie di mercato emergenti, la debolezza del commercio mondiale nonché le incertezze in ambito geopolitico e strategico. 

L’ulteriore discesa dei prezzi del petrolio condiziona l’andamento dell’inflazione dell’eurozona con la Commissione Europea che ha rivisto al ribasso le previsioni per il biennio 2016-2017. Nel 2016 il tasso annuo di inflazione nella zona euro dovrebbe essere solo dello 0,5%, dimezzato rispetto al +1% precedentemente stimato da Bruxelles. L’inflazione dovrebbe salire gradualmente fino a raggiungere l’1,5% nel 2017 (dall’1,7% precedentemente stimato). 
Da domanda interna sostegno a crescita Italia 
Per l’Italia le nuove stime della Commissione Ue sono di un Pil 2016 a +1,4% dal +1,5% indicato lo scorso novembre. Nel 2017 la crescita dovrebbe rallentare leggermente a +1,3% dal +1,4% della precedente stima. Bruxelles sottolinea come la crescita italiana sarà sostenuta dal rafforzamento della domanda interna che compenserà il rallentamento dell’export. Italia che continuerà comunque a crescere a un ritmo inferiore rispetto alla media europea.
 
Deficit 2016 visto al 2,5% rispetto al 2,3% indicato tre mesi fa 
Quest’anno il deficit dell’Italia scenderà solo marginalmente rispetto a quello del 2015. La Commissione Europea lo vede a quota 2,5% nel 2016 dal 2,6% a cui dovrebbe essersi attestato lo scorso anno grazie a un ulteriore calo della spesa per interessi e un avanzo primario sostenuto dalla crescita economica. le precedenti stime della Commissione vedevano il deficit 2016 scendere maggiormente al al 2,3% nel 2016 e all’1,6% nel 2017. Il debito è invece visto al 132,4% del PIL nel 2016 e al 130,6% nel 2017 rispetto al 132,2% e 130% indicati precedentemente.