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Commissione Ue: Italia, debito pubblico a rischio nel medio periodo

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Il debito pubblico è il fardello dell’economia italiana. Secondo la Commissione europea è il punto debole che espone l’Italia a rischi di shock derivanti dalla salita dei rendimenti sovrani, soprattutto nel medio termine. 

Il fardello del debito pubblico è “la più importante fonte di rischio per l’economia italiana”. A dirlo è la Commissione europea nel suo rapporto sulla Sostenibilità delle finanze pubbliche. Il debito italiano è previsto scendere a cominciare da quest’anno. Dovrebbe attestarsi, secondo le stime della Commissione, al 132,2% dal 133% dell’anno passato. Si ridurrà ancora nel 2017, al 130% ma rimarrà comunque un peso enorme per la sostenibilità dell’economia italiana, così esposta al rischio di shock derivanti da una salita dei tassi di interesse.
“L’elevato debito pubblico – si legge nel documento – limita la capacità dell’economia di rispondere agli shock e la lascia esposta a una salita dei rendimenti nei titoli sovrani. Inoltre gli interessi che vengono pagati sul debito, pari al 4,3% del Pil, riducono gli spazi per una spesa pubblica produttiva”. 

Nella sezione dedicata all’Italia del rapporto la Commissione europea precisa che i rischi per il Belpaese sono più alti nel medio periodo proprio per l’elevato stock di indebitamento alla fine del periodo di proiezione (2026). Nel breve termine, per contro “non sembrano esserci rischi di stress di bilancio” anche se “le necessità di finanziamento potrebbero incontrare condizioni sfidanti nel breve termine”. 
Per quanto riguarda infine il lungo termine la Commissione non vede rischi di sostenibilità a condizione che vengano pienamente implementate “le riforme pensionistiche adottate nel passato” e venga mantenuto “il saldo di bilancio strutturale primario ai livelli previsti dalla Commissione (2,5% del Pil) ben oltre il 2017”.