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Commissione Ue avverte l’Italia: squilibri eccessivi per debito troppo alto. Urge intervenire

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L’Italia è tra i Paesi, insieme a Croazia e Slovenia, considerati dalla Commissione europea con squilibri macro-economici eccessivi. E’ quanto si legge in un rapporto pubblicato oggi dall’Esecutivo Ue, che spiega come il Belpaese debba fare i conti con debito pubblico molto elevato e una competitività esterna debole, fattori causati dal protrarsi di una crescita deludente della produttività e che richiedono un intervento urgente e risoluto per ridurre il rischio di effetti negativi per l’economia italiana e per la zona euro. Non solo. Bruxelles considera gli aggiustamenti strutturali insufficienti. Nel documento la Commissione ha alzato il livello di allerta sul Belpaese da semplici squilibri macroeconomici a Paese con squilibri eccessivi.

In Italia, spiega il report, l’aggiustamento del pareggio strutturale di bilancio nel 2014, così come lo si prevede attualmente, appare insufficiente, data la necessità di ridurre l’altissimo rapporto debito/Pil a un ritmo adeguato. La Commissione, comunque, riconosce che nel 2013 l’Italia ha fatto progressi verso il conseguimento del suo obiettivo di bilancio di medio termine. Per porre il debito pubblico in un percorso di regolare riduzione, l’Italia ha bisogno di surplus primari molto alti, e al di sopra dei livelli storici, e di una crescita robusta del Pil per un periodo prolungato. Bruxelles riconosce che raggiungere questi obiettivi sarà una sfida molto difficile per l’Italia.

Il rapporto della Commissione riguardava inizialmente 17 Stati membri. Per 14 paesi, comprese Francia, Germania e Spagna, la Commissione ha confermato l’esistenza di squilibri macroeconomici, che sono eccessivi appunto per Italia, Croazia e Slovenia. Vista la sua situazione, Il Belpaese sarà sottoposto a uno speciale monitoraggio da parte dell’Ue, che farà poi rapporti periodici all’Eurogruppo e al Consiglio europeo sulle riforme italiane e a giugno deciderà ulteriori passi.

Appunti anche su Germania e Francia. Per la Commissione Ue, gli squilibri di Berlino sono da ricondurre ad un surplus troppo alto, un segno di alta competitività ma scarsa domanda interna, e risorse economiche non distribuite bene. Per questo Bruxelles chiede alla Germania misure per rafforzare la domanda interna e il potenziale di crescita. Mentre Parigi deve fare i conti con squilibri legati alla bassa competitività, persistente calo dell’export, costo del lavoro elevato, e target di riduzione del deficit che non sarà rispettato. Come per l’Italia, anche per la Francia scatta il monitoraggio stretto della Commissione che farà rapporto all’Eurogruppo.