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La Commissione europea avverte: no ad altro tempo all’Italia per il taglio del deficit

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Per l’Italia non ci sarebbe nessuna proroga per il rientro del deficit. La Commissione europea potrebbe infatti non avere intenzione di concedere altro tempo a Roma per tagliare il deficit al di sotto del 3%. Lo ha detto il portavoce dell’Esecutivo Ue, Olivier Bailly, così come riportato dalle maggiori agenzie di stampa, a chi gli domandava se anche il Belpaese e l’Olanda avrebbero potuto beneficiare dell’estensione temporale per riportare il deficit sotto la soglia del 3% come avvenuto a Portogallo, Francia e Spagna. La decisione finale, ha però ricordato il portavoce, verrà presa in occasione dell’uscita delle previsioni economiche di primavera dell’Unione europea, in seguito alla pubblicazione dei dati definitivi sul 2012 di Eurostat in programma il prossimo 22 aprile. Al momento, ha sottolineato, sono all’esame tutti gli elementi e solo sulla base di questi ai arriverà ad un dunque in merito alla procedura di deficit eccessivo.

Bailly ha confermato che esiste da parte dell’Eurogruppo una valutazione volta per volta dei bilanci e delle situazioni dei singoli paesi e di aver indicato un’apertura verso Parigi e Madrid, come già annunciato dal commissario Olli Rehn e il presidente Josè Manuel Barroso, ha spiegato il portavoce, la ha indicata per il Portogallo. L’Italia, ha poi ricordato Bailly, non ha finora presentato nessuna richiesta formale per la concessione di maggior tempo. Nel caso in cui Eurostat il 22 aprile confermerà il deficit 2012 al 2,9%, potrebbe vedersi chiudere la procedura per deficit eccessivo, purché anche per i prossimi due anni le previsioni di deficit restino chiaramente sotto la soglia limite del 3%.

In riferimento alla Francia, il portavoce ha spiegato che se vorrà avere a disposizione più tempo dovrà abbassare il deficit strutturale dell’1% dal 2010 al 2013 e si dovrà impegnare a portare il deficit nominale nettamente sotto il 3% nel 2014, mentre per la Spagna Bailly ha precisato che Bruxelles non è in negoziati con Madrid e, sulla base delle stesse scadenze valide per la Francia come per tutti i 27, deciderà se concedere un’estensione e per quanto tempo.